Oria, non fu cavallo di ritorno: assoluzione con formula piena dopo l’arresto per estorsione

de-michele-de-stradisNon fu estorsione, nessun cavallo di ritorno. Sono stati assolti con formula piena dal tribunale di Brindisi il 63enne Angelo De Michele e il 28enne Cosimo Damiano De Stradis, assistiti dagli avvocati Pasquale Fistetti e Giuseppe Pomarico, dopo che erano stati arrestato dai carabinieri nel maggio 2013 con l’accusa di aver preteso soldi per la restituzione al legittimo proprietario di un trattore e una macchina cernitrice di olive. Non solo: il giudice non solo li ha dichiarati innocenti, ma anche disposto la trasmissione degli atti del processo per vagliare la posizione dei loro accusatori. Si aprono inoltre le porte giudiziarie per la richiesta di un risarcimento da ingiusta detenzione: mentre De Michele ottenne quasi subito la scarcerazione, De Stradis è rimasto 8 mesi in carcere per poi beneficiare dei domiciliari a partire da gennaio.

L’arresto di De Michele e De Stradis fu all’epoca presentato come un grande risultato raggiunto da carabinieri e procura nel corso di una conferenza stampa, che ricostruirono più o meno in questo modo l’accaduto: il 13 gennaio 2013 a un agricoltore furono rubati un trattore e una macchina cernitrice di olive, mentre il 9 febbraio arrivò la richiesta estorsiva. «1.800 euro altrimenti non li rivedrai più», dissero due uomini giunti a bordo di una Ford Focus di colore verde, stando a quanto raccontato ai carabinieri dalla presunta vittima.

Le indagini partirono immediatamente e il giorno stesso della denuncia gli uomini dell’Arma, al pagamento della prima tranche, arrestarono il 35enne Francesco Palmisano, una loro vecchia conoscenza. L’agricoltore allora raccontò di aver ricevuto poco dopo un’altra richiesta da parte di un’altra persona, con il consiglio di ritrattare le accuse. In più – sempre stando al racconto – un atto predisposto da un avvocato teso ad alleggerire la posizione di Palmisano con cui l’agricoltore avrebbe dovuto dichiarare di aver ricevuto una somma di denaro a titolo di risarcimento. Secondo i carabinieri, dietro tutto c’era De Michele, titolare di un autolavaggio in via Torre Santa Susanna, che aveva inviato De Stradis in qualità di intermediario. Lo stesso De Stradis aveva – sempre stando alle tesi dell’accusa – accompagnato il 9 febbraio con la sua Focus verde Palmisano per la richiesta estorsiva. E allora, dietro richiesta del pubblico ministero, il gip emise le ordinanze di custodia cautelare a carico di De Michele e De Stradis.

A processo, però, è emersa tutta un’altra storia: pur restando grave la posizione di Palmisano, De Michele e De Stradis non agirono nel suo interesse, ma in quello dell’agricoltore, tentando ogni strada possibile perché a lui fossero restituiti i macchinari agricoli. Non c’erano loro, insomma, dietro il cavallo di ritorno. Assolti con formula piena, ora potrebbero agire a propria volta in giudizio per calunnia, oltre a chiedere allo Stato un risarcimento per ingiusta detenzione.

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