Brindisi, droga in carcere: l’agente confessa, gli altri due negano ogni addebito

PAPADONNO-CIGLIOLA-BRACCIOL’agente di polizia penitenziaria Salvatore Papadonno, assistito dall’avvocato Vito Epifani, nel corso dell’interrogatorio in carcere di questa mattina, ha ammesso davanti al gip del tribunale Maurizio Saso le accuse che gli sono state mosse da carabinieri e sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza: sì, in passato ha introdotto, specie durante il turno di notte, nel carcere di Brindisi dosi di stupefacenti, nello specifico cocaina e hascisc destinati ai detenuti. Hanno invece negato tutto i due detenuti, Aldo Cigliola e Vito Braccio, assistiti dall’avvocato Ladislao Massari, raggiunti a propria volta da ordinanze cautelare e implicati, a dire di carabinieri e procura, nello stesso traffico di stupefacenti destinazione casa circondariale di via Appia. Le indagini, intanto, proseguono e potrebbero riservare ancora colpi di scena.

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