Francavilla, il candidato sindaco Iaia: «Sbagliata la Tares per i luoghi di culto»

Si riceve e pubblica da Michele Iaia, candidato sindaco per Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale a Francavilla Fontana:

OLYMPUS DIGITAL CAMERAA Francavilla Fontana rimane vivo il dibattito intorno all’applicazione della Tares agli edifici di culto. In un’ottica di buongoverno e buona amministrazione, fuori dunque da pregiudizi ideologici e convinzioni preconfezionate, evidenzio che i comuni, nell’ambito del potere discrezionale accordato sul punto dalla legge, debbano modulare l’ambito di operatività della tanto discussa tassa sulla base delle tipologie dei soggetti potenzialmente destinatari ed in linea con le finalità perseguite.

Nello specifico penso che a Francavilla Fontana si debba prevedere una totale esenzione di tutti i luoghi destinati all’esercizio del culto, in stretta aderenza ai principi dettati dalla Costituzione e dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del Cittadino. Inoltre opterei per l’esenzione o, al massimo, per una forte riduzione della Tares per tutti gli edifici, comprendendo anche strutture ecclesiastiche, in cui si svolgono meritorie ed esclusive attività di rilevanza sociale, senza alcuna forma di finalità di lucro. In un periodo in cui lo Stato spesso non può permettersi costanti interventi nel sociale, vanno incoraggiate, e non mortificate, tutte le iniziative rivolte al benessere ed al miglioramento di una comunità, con un ritorno in termini di servizi alla persona.

Ciò garantisce al governo della città una risposta più completa ed efficace alle legittime esigenze della cittadinanza anche laddove le risorse comunali siano insufficienti ed inadeguate rispetto al quadro degli interventi necessari e programmati. Per Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale sono i principi del buongoverno a marcare la differenza tra chi si propone di gestire un comune facendo leva sullo stato di bisogno e chi si candida al governo della città sulla base di un programma di prospettiva che tuteli gli interessi generali, puntando a rimuovere le situazioni da stato di bisogno che stuzzicano gli appetiti elettorali.

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