Carovigno, il senatore Zizza interroga il ministro: «Agricoltori e vivaisti brindisini tartassati dall’Inps»

zizza-agricolori-e-vivaiSi riceve e pubblica dal senatore Vittorio Zizza (Forza Italia)

Premesso che:
il 20 settembre 2004 presso la sede dell’Unione provinciale agricoltori di Brindisi venne formato, da parte dei rappresentanti degli imprenditori agricoli e delle organizzazioni sindacali di settore, il contratto provinciale di lavoro per gli operai agriocli e florivivaisti della Provincia di Brindisi;

il contratto era valido fino al 31 dicembre 2006 e regolava i temi delle relazioni sindacali, delle assunzioni e riassunzioni (anche dei lavoratori migranti), delle tipologie di contratto, del periodo di prova, della classificazione degli operai sulla base di tre aree professionali, dell’orario di lavoro e del part-time, delle retribuzioni, dei premi, della salvaguardia della salute in caso di lavori nocivi e pesanti, della diaria giornaliera, del rimborso delle spese di viaggio, dell’adeguamento salariale;

il contratto – risultato di quasi un anno di contrattazione che prevedeva il mantenimento della precedente classificazione defgli operai, aumenti retributivi medi del 6% e la riproposizione della gradualità – venne sul momento avallato anche dalla direzione provinciale dell’INPS e quindi pubblicato sul sito del CNEL;

successivamente, già a partire dal 2009, l’INPS ha disconosciuto tale contratto, poichè i livelli di retribuzione stabiliti erano inferiori ai minimi previsti su scala nazionale per differenze dell’ordine di circa due euro giornalieri, e iniziato quindi ad effettuare ispezioni e contestazioni, notificando verbali e conseguentemente sanzioni il cui pagamento da parte delle aziende agricole avrebbe consentito loro di mantenere il diritto agli abbattimenti contributivi (c.d. fiscalizzazione);

dopo una sospensione di queste azioni da parte dell’INPS, a partire dal 2011 l’Istituto ha nuovamente inviato solleciti di pagamento e diffide per il periodo di contribuzione 2006 al quale molte delle aziende agricole coinvolte hanno opposto ricorso amministrativo alla Commissione Centrale Inps per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati;

a tali ricorsi, forte del “silenzio rigetto”, l’INPS non ha mai dato risposta, quindi tutt’ora continuano ad arrivare notifiche di nuovi avvisi di addebito con la maturazione di interessi tali da mettere in concreto pericolo, ad oggi, la stabilità di circa 900 aziende agricole sparse per la Provincia di Brindisi che in alcuni casi dovrebbero pagare una cifra totale pari al doppio rispetto all’iniziale sanzione;
la rateizzazione delle sanzioni, che in molti casi sono pari a circa il 50% dei contributi dovuti, comporterebbe in alcuni casi il permanere, in capo alle aziende agricole coinvolte, di obblighi di pagamento all’INPS di qui fino ai prossimi 20-30 anni;

a parere dell’interrogante quella appena descritta è una vicenda emblematica e di estrema gravità perchè, a distanza di ormai molti anni, vi sono aziende agricole, spesso a conduzione familiare e certamente con attività tutt’altro che particolarmente redditizie, che si trovano a dover pagare pesantissime sanzioni solo per avere applicato, a suo tempo, un contratto di lavoro regolarmente stipulato senza che da parte dell’INPS vi fossero state contestazioni;

si chiede di sapere:

quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per informarsi presso gli organi competenti sulla vicenda riportata in premessa;
se il Ministro interrogato ritenga opportuno intervenire, nell’ambito delle sue competenze, presso l’INPS per disporre in prima battuta, in attesa di un necessario (e da sempre auspicato da parte degli imprenditori agricoli del brindisino) chiarimento in merito, la sospensione degli avvisi di sanzione;
se sia intenzione del Ministro interrogato, considerando anche il delicato momento economico che vede il mondo delle imprese agricole (soprattutto quelle di piccole dimensioni del Mezzogiorno) vivere un momento di forte crisi, proporre la convocazione di un tavolo di confronto tra le rappresentanze imprenditoriali agricole, i rappresentanti sindacali e l’INPS, in modo da addivenire a una soluzione che consenta la salvaguardia delle attività agricole nella Provincia di Brindisi.

Vittorio Zizza
Senatore della Repubblica

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