Oria, dipendente comunale sospeso: aveva segnalato un illecito. E continua a timbrare il cartellino: «Sennò mi licenziano». Carabinieri in Comune, ma poi il sindaco ci ripensa

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Leonzio Patisso

Sono intervenuti persino i carabinieri, dietro invito del sindaco, perché fosse eseguito la sospensione nei confronti del dipendente comunale Leonzio Patisso. Solo che poi lo stesso sindaco ha deciso di revocare l’atto con cui chiedeva manforte alle forze dell’ordine. Tutto, quindi, è rimasto così, per il momento.

Ci sarebbe poi dell’altro dietro il provvedimento di sospensione dal servizio per tre mesi, con congelamento dello stipendio, per il dipendente comunale, in forza ai Servizi sociali, Patisso: questi, prima che fosse attivato l’Ufficio sanzioni disciplinari, aveva segnalato al suo superiore, il segretario generale dell’ente, dottor Antonio Missere, un presunto illecito commesso sempre in ambito amministrativo. Ragione per la quale, il dirigente comunale, nel dichiarare nullo il provvedimento emesso dal vicesegretario, dottoressa Loredana D’Elia, responsabile unico dell’Ufficio sanzioni disciplinari, ha citato la normativa anti-corruzione (legge 6 novembre 2012, numero 190, articolo 1 comma 51), secondo la quale non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminatoria, diretta o indiretta, avente effetti sulle condizioni di lavoro per motivi collegati direttamente o indirettamente alla denuncia «il pubblico dipendente che denuncia all’autorità giudiziaria o alla Corte dei conti, ovvero riferisce al proprio superiore gerarchico, condotte illecite di cui sia venuto a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro».

In questo caso, la condotta dell’impiegato, che avrebbe fatto firmare a un cittadino – multato dai vigili urbani per abbandono di rifiuti in campagna – tre fogli su carta intestata di uno studio legale, poi destinati a contestare la sanzione, resta un po’ sullo sfondo. Di quale illecito si tratti, cos’abbia segnalato al suo superiore e per converso alle competenti autorità al momento non è dato sapere. Di sicuro c’è che in Comune il clima è di quelli velenosi, con la giunta che – ancora una volta – prova a prendere provvedimenti nei confronti del massimo dirigente, rispetto al quale sarebbe ormai venuto meno il necessario rapporto di fiducia che lega la guida politica a quella burocratica del municipio. 

Nel frattempo, Patisso, nonostante i solleciti del sindaco Cosimo Pomarico e della funzionaria D’Elia, continua regolarmente a timbrare il cartellino, rispettando quindi le disposizioni del segretario: «Io continuo regolarmente a lavorare – dichiara – anche se so di rischiare, a fine mese, di non essere retribuito: in una situazione simile, al limite faccio ricorso. Sempre meglio che assentarmi arbitrariamente dal servizio e rischiare di essere licenziato in tronco».

Lo scudo della legge anti-corruzione, dunque. Ma non è l’unico, per Patisso, che quando si è interessato alla vicenda del 79enne di Oria multato per l’abbandono – e non il getto – di spazzatura in una traversa della provinciale per Manduria, lo ha fatto a titolo di vicepresidente dell’associazione a tutela dei consumatori, tutt’al più quale rappresentante sindacale – sostiene – e non quale semplice dipendente comunale, peraltro a titolo gratuito: «La questione dei fogli in bianco – dice – non sta in piedi: quel cittadino, che ho cercato di aiutare nel suo interesse, ma anche nell’interesse della pubblica amministrazione a formare provvedimenti legittimi, era consapevole della destinazione di quei fogli alla presentazione di scritti difensivi, tanto che poi ha depositato presso lo studio dell’avvocato copia del documento d’identità e del verbale di contravvenzione».

«Gli scritti difensivi in questione – spiega ancora Patisso – non erano neppure indirizzati al Comune, ma al competente ufficio Ambiente ed ecologia della Provincia. Se anche fossero stati indirizzati al Comune: 1) non sarebbero stati contro, ma a favore dell’ente a ché si auto-tutelasse rispetto a un atto, la sanzione nei confronti del presunto trasgressore, che appariva illegittimo in quanto fondato su una segnalazione anonima (le foto corredate alla multa, scattate da alcuni cittadini) e in quanto a contestazione di un illecito che, al massimo, avrebbe potuto essere configurato come getto e non come abbandono di rifiuti; 2) non avrei agito nella mia veste di dipendente comunale, ma in quella di sindacalista, anche a tutela dei diritti dei consumatori e quindi anche dei cittadini rispetto al rapporto con la pubblica amministrazione. Giova precisare che sia la consulenza agli studi legali, sia la tutela dei consumatori rappresentano attività che il sottoscritto presta da anni a titolo completamente gratuito».

Interpellato sul presunto illecito politico-amministrativo posto alla base della decisione del segretario di dichiarare “nullo e inapplicabile” il provvedimento di sospensione dal servizio disposto nei suoi confronti, Patisso preferisce glissare: «Se il segretario ha indicato quella normativa come la principale a sostegno delle sue tesi – dice, sibillino – un motivo ci sarà: io ho riferito al mio superiore, il dottor Missere, ma la questione non potrà emergere fintanto che non diventerà pubblica».

Nel gioco delle parti, tra accuse e difese, una cosa sembra certa: non sarà questa l’ultima puntata di una vicenda che, giorno dopo giorno, assume connotati sempre più kafkiani.

Eliseo Zanzarelli

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