Torre SS, i migranti sono a casa grazie a Il Melograno e Alveando: presentati i due Sprar

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Andrea Arena e Hussin

Più che una conferenza, un vero e proprio incontro: quello di ieri mattina tra la cittadinanza di Torre Santa Susanna, gli operatori e gli ospiti delle cooperative “Il Melograno” e “Alveando” che gestiscono le due comunità di accoglienza per migranti sorte in città.

I relatori del convegno
I relatori del convegno

Durante la presentazione degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) tenutasi nell’aula consiliare del Comune, sono intervenuti i rappresentanti dell’amministrazione civica, i ragazzi accolti nelle strutture e i referenti dei progetti; progetti che, tra le altre cose, prevedono anche la possibilità per gli ospiti di fare pratica attraverso un tirocinio formativo di sei mesi presso le attività commerciali locali aderenti all’iniziativa. I primi ad accogliere con entusiasmo la proposta di inserimento lavorativo sono stati Andrea Arena e Salvatore Pichierri, titolari della pizzeria Angolo Quarto. Nel loro esercizio lavorerà, anche grazie alle agevolazioni previste dall’Unione Europea, Hussin, giovane curdo iracheno ospitato da “Teranga”, la comunità per minori stranieri non accompagnati, gestita da Alveando.

Majdi racconta la sua esperienza
Mahmoud racconta la sua esperienza

La presidente della coop, Anna Rosa Tamburrano, dopo aver spiegato finalità e organizzazione dello Sprar di via Oria, ha sottolineato l’importanza per questi ragazzi di un concreto inserimento nel tessuto sociale italiano: «Il loro sogno è quello di un’esistenza normale, lontana dalle sofferenze che li hanno segnati nella loro pur giovane vita. Imparare l’italiano, imparare un mestiere, imparare l’autonomia sono tappe imprescindibili per questo traguardo». Di parere concorde pure Irene Milone, presidente della cooperativa Il Melograno, ente gestore del centro per uomini singoli richiedenti o titolari di protezione internazionale: «La nostra esperienza, iniziata nel 2011 con il Cara di Manduria, ci ha fatto maturare nel tempo non solo una grande voglia di fare e di fare bene, ma anche una migliore capacità organizzativa. Dopo quell’esperienza, bella ma forte, sono convinta che la maniera migliore per accogliere queste persone sia quella di centri di piccola dimensione, che consentono una reale simbiosi nel progetto di vita con gli accolti. Rispetto ad altre realtà cittadine, posso affermare che Torre ha reagito con un maggiore spirito di accoglienza: dai cittadini ai commercianti, dagli enti comunali a quelli scolastici».

Hossam parla di scuola
Hossam parla di scuola

E proprio a proposito di scuola, l’intervento del dirigente dell’istituto comprensivo, Giovanni Nicolì, ha esplicitato il costante lavoro portato avanti da professori, mediatori ed assistenti sociali per l’inserimento di Hossam, il primo dei minori stranieri ad aver frequentato la scuola media torrese: «L’impegno è stato grande da parte di tutti, soprattutto da parte dello stesso ragazzo, che è riuscito non solo a diplomarsi con successo, ma anche ad inserisi attivamente in un gruppo di coetanei e amici».

Un momento del convegno
Un momento del convegno

Nel corso delle due ore, si sono susseguiti poi gli interventi di Valentina Begaj, assistente sociale dell’associazione “Cittadini del mondo”, esperta in immigrazione, di Marcello Petarra, assessore all’Istruzione e allo Sport, Ada Arena, responsabile del settore Politiche sociali del Comune, di alcune delle assistenti sociali delle comunità e di Abbas Ansar, mediatore di lingua farsi.

Il pubblico presente all'incontro
Il pubblico presente all’incontro

L’incontro si è concluso con le testimonianze di alcuni migranti, sia minori che non: tutti hanno raccontato la loro esperienza, soffermandosi quasi con commozione sul racconto del loro ultimo anno di vita, da quando cioè sono accolti negli Sprar torresi: «Mi sento come in una vera famiglia», ha detto Mahmoud.

Il torneo Fiffa
Il torneo Fiffa

Nel pomeriggio, l’iniziativa si è spostata sui molto meno formali campetti di calcio a tre del torneo “Fiffa inda Sprar”, organizzati con la collaborazione del laboratorio urbano “In punta di piedi” di Francavilla Fontana nello spiazzo antistante il palazzetto dello Sport. Le premiazioni hanno segnato il termine dell’intensa giornata, conclusosi col sorriso grande dei ragazzi, italiani e migranti, tutti vincitori sul campo dell’intergrazione.

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