Provincia di Brindisi, spunta la candidatura del sindaco di Oria

Il palazzo della Provincia di Brindisi
Il palazzo della Provincia di Brindisi

di Eliseo Zanzarelli

Da sindaco, teoricamente in bilico, della sua città, Oria, Cosimo “Mimino” Pomarico si ritrova candidato in pectore alla Provincia di Brindisi: il Nuovo Centrodestra di Massimo Ferrarese, seriamente intenzionato a prendersi almeno Brindisi e Taranto, ha speso il suo nome nelle trattative – tuttora in corso su scala regionale – con Forza Italia.

La candidatura dell’ex assessore provinciale alle Attività produttive, eletto consigliere a piazza Santa Teresa nel 2009 in quota “Noi Centro”, è l’unica possibile per l’ex presidente provinciale brindisino: né Ferrarese né alcuno tra i suoi, a causa delle dimissioni rassegnate anzitempo dallo stesso Ferrarese, possono adesso più ambire alla presidenza, che può invece essere occupata dai sindaci il cui mandato non scada nei 18 mesi successivi al 28 settembre, giorno fissato per queste elezioni amministrative un po’ sui generis.

Il sindaco di Oria Cosimo Pomarico
Il sindaco di Oria Cosimo Pomarico

A eleggere prossimi presidente e mini-Consiglio provinciale, composto di 12 elementi, saranno infatti sindaci e consiglieri comunali in carica e non, invece, i cittadini. Pomarico, ultima espressione del Laboratorio Brindisi che fu, in quest’ottica rappresenta per gli alfaniani l’ufficiale più alto in grado nel Brindisino, tanto da essere rientrato a sorpresa nei pensieri del vicecoordinatore pugliese di Ncd.

Una considerazione, questa, che al diretto interessato, pronto a “sacrificarsi” nuovamente per la causa, non dispiacerebbe affatto, tanto più che in questo caso la campagna elettorale sarebbe principalmente politica, non quindi da strada, e condotta principalmente ai piani alti nell’ottica di futuri, potenziali accordi per le regionali del prossimo anno.

Quella con al centro il sindaco di Oria, che sulla carta non dispone a casa sua più dei numeri che nel 2011 l’hanno portato a insediarsi a palazzo di città, pare la condizione imprescindibile per una riunificazione, in provincia di Brindisi, tra i due centrodestra: quello tradizionale che fa capo a Forza Italia e quello alternativo che fa capo al partito di Angelino Alfano. Se i forzisti dovessero opporre resistenza, resta sempre aperta, anche se non è “caldissima”, la strada di un’apparentamento con il Partito Democratico, ma in tal caso lo scenario cambierebbe: il Pd un suo uomo forte tra i papabili brindisini ce l’ha già e difficilmente sarebbe disposto a rinunciarvi.

Si tratta del sindaco di Francavilla Fontana Maurizio Bruno, che per le regionali è già schieratissimo dalla parte di Michele Emiliano. Quest’ultimo sembra poi non gradire particolaremente una parentela elettorale con Ncd, forte anche di un presunto consenso più ampio rispetto a quello sul quale – al momento – può contare il centrodestra. Se gli alfaniani dovessero stringere accordi con il Pd, insomma, potrebbero essere costretti a cedere un po’ di terreno e a rinunciare, quindi, alla candidatura di Pomarico.

Dall’altra parte, quella di Forza Italia, ci sarebbero invece soltanto due nomi spendibili: quella del neosindaco di Ostuni, Gianfranco Coppola, e quello del sindaco di Fasano Lello Di Bari. Più il primo che il secondo, quantomeno per ragioni di opportunità: Di Bari è infatti sospeso a causa della condanna a otto mesi per abuso d’ufficio.

Sono ancora poche le certezze, ma nell’ipotesi di mancato accordo tra Ncd e Fi o tra Ncd e Pd, i candidati potrebbero addirittura essere tre: Pomarico, Bruno e uno tra Coppola e Di Bari. In un quadro simile, Ncd quai certamente non otterrebbe – numeri alla mano e salvo scossoni – la presidenza della Provincia, ma potrebbe giocare ugualmente un ruolo da protagonista o, meglio, da ago della bilancia, quantomeno costringendo a un avvicencente testa a testa Fi e Pd.

Questo mese e gli inizi del prossimo saranno determinanti per capirci qualcosa in più non solo in chiave provinciale, ma anche e soprattutto in chiave regionali 2015. Le Province, oggi come oggi, con presidente e consiglieri non remunerati e ormai svuotate essenzialmente di competenze, rappresentano più che altro una palestra per le alleanze che delineeranno il quadro finalizzato alla successione al governatore pugliese Nichi Vendola.

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter