Il primo vino Dop di Francavilla porterà la firma di una 23enne e si chiamerà “Negramaro Terra d’Otranto”

Maria Mastro
Maria Mastro

Ha soli 23 anni, ma già le idee chiarissime. Si chiama Maria Mastro, è francavillese Doc e, grazie ai diritti d’impianto di vigneti concessi dalla Regione Puglia, sarà la prima a produrre un vino Dop “made in Francavilla”.

Laureata in Scienze e tecnologie alimentari presso l’Università di Parma e attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Igiene e sicurezza degli alimenti presso il dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Bari, Mastro è anche presidente della commissione produzioni agroalimentari per il marchio “Antiche delizie dei principi Imperiali” e, soprattutto, dal 2011 è titolare di un’azienda agricola, che porta il suo nome, in contrada Cantagallo, nella sua città.

maria mastro vino dopCome altri 48 colleghi, Maria ha ricevuto lo scorso 6 agosto a Bari i diritti di impianto di vigneti alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura Fabrizio Nardoni. Di recente, ha portato a termine i lavori per la messa a dimora di un impianto d’irrigazione per un uliveto secolare, di sua proprietà, “al fine di valorizzare e tutelare – dice – il tipico patrimonio paesaggistico della zona, che rende unico il nostro territorio”.

Questo intervento è rientrato nei PSR 2007-2013 Regione Puglia). Ora, però, la notizia è che la giovane imprenditrice apre gli orizzonti della propria azienda alla vitivinicoltura per la produzione della Dop (Denominazione di origine protetta) “Negramaro Terra d’Otranto”. Di lei è ovviamente orgogliosa la famiglia, ma se ne potrebbe vantare anche la sua stessa città, giacché la sua tenacia e la sua convinzione dimostrano come, con impegno e idee, si possa non solo lavorare, ma addirittura crearsi da soli un lavoro anche al Sud, in controtendenza rispetto all’esodo che vede i ragazzi meridionali fuggire al Nord in cerca di occupazione.

downloadfile-4Ora però la sua principale preoccupazione, proprio nell’ottica del coronamento di un suo sogno, è quella che riguarda la Dop: “Questo potrebbe essere un punto di svolta per l’agroalimentare locale, troppo spesso sottovalutato o poco apprezzato – afferma sorridente – e per questo profonderò il massimo del mio impegno in questo progetto che svilupperò unendo tradizione e innovazione, storia e tecnologia, binomi essenziali per la competitività di questo settore”

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