Luci e ombre: Il coreodramma “Artemisia” finalmente in scena a Oria, applausi del pubblico/Il riepilogo di una figuraccia e lieto fine – FOTO

18 fracciDopo i travagli e anche un po’ di sfortuna, con la pioggia che mercoledì sera ha alimentato anziché spegnere il fuoco delle polemiche, ieri è stato finalmente portato in scena a Oria, in anteprima nazionale nel piazzale della cattedrale, il coreodramma Artemisia, con protagonisti Carla Fracci e Toni Candeloro per la regia di Beppe Menegatti. L’arte ha preso il sopravvento, con il piazzale della cattedrale a far da palcoscenico a uno spettacolo che ha elevato, e di molto, la media non eccelsa del cartellone estivo approntato dall’amministrazione comunale. A differenza di martedì, non si sono create né calca né tensioni al varco-biglietteria predisposto in via Lombardi, presidiato da volontari della protezione civile, amministratori e dipendenti comunali.

20 fracciIl colpo d’occhio è stato all’altezza di una “prima” così importante: tutte occupate sia le poltroncine che le tribune. L’imponente chiesa, sapientemente illuminata e stagliata contro un cielo di nuvole rosse e veloci, soffiate via da un forte e a tratti anche gradevole vento di scirocco, si è rivelata uno sfondo ideale e quasi magico. La scenografia naturale offerta dall’architettura tipica del borgo antico di Oria ha esaltato le movenze leggiadre e la recitazione dei ballerini-attori più che l’allestimento, connotato da una pecca che sarebbe stata, col senno di poi, facilmente eludibile: le stampe raffiguranti le opere di Artemisia Gentileschi su supporto lucido, anziché su tela, emanavano continui riflessi.

Nessuna fila, questa volta: la gente, memore dei disagi del giorno prima e quindi previdente, è arrivata con larghissimo anticipo e ha occupato i posti che riteneva più adatti. Tanti, per evitare nuovi litigi, si sono seduti in fondo e ai lati, sugli spalti in alluminio montati per l’occasione.

22 fracciA sorpresa, a pochi minuti dall’inizio, arrivano Rossella Brescia e il suo compagno, il coreografo Luciano Cannito: sorrisi ed entusiasmo, mentre i fan – in visibilio – chiedono autografi e foto. Tra loro, il sorridentissimo assessore a Turismo e Spettacolo del Comune di Oria Claudio Zanzarelli. Pochi minuti dopo le 21,30 si apre il “sipario”: lo spettacolo dura circa un’ora e mezza, senza particolari intoppi.

Applausi scroscianti dal pubblico, che ammirando Fracci e Candeloro all’opera nell’intreccio della storia e avvolti da un azzeccato gioco di luci ed effetti, dimentica il percorso – inutilmente travagliato – che ha affrontato prima di trovarsi lì.

A questo proposito, è inevitabile ricordare i giorni di vigilia, le puntate precedenti.

16 fracciCon uno scatto di reni, l’assessore Gianfranco Durante e l’ex assessore Pino Malva, con la collaborazione di Zanzarelli, riescono a chiudere per inserire “Artemisia” nel programma eventi estivo. Un grande colpo per una piccola realtà, per quanto suggestiva, e però decadente, qual è Oria, ospitare una “prima” con la Fracci e Candeloro.

10La ballerina di fama mondiale è a Lecce con suo marito, il regista teatrale Beppe Menegatti, ma né il sindaco Cosimo Pomarico né alcuno tra gli amministratori si presenta a prenderli per accompagnarli a Oria: lo fa il dipendente comunale Giuseppe Maggiore, che raggiunge il capoluogo salentino con un’auto del Comune.

Quando arrivano a Oria, Fracci e Menegatti, ma anche Candeloro e gli altri hanno ovviamente bisogno di un posto dove dormire, di una palestra per provare e di altri servizi. Il Comune non ha soldi per pagare loro tutte queste cose e allora in soccorso arriva la generosità di alcuni cittadini: i titolari di un B&B e quelli di una palestra, che li ospitano a proprie spese.

15L’evento è finalmente presentato in pompa magna nel corso di un’apposita conferenza stampa presso il municipio e in quell’occasione si dice che, grazie al contributo importante di alcuni sponsor locali, sarebbe stato fruibile gratuitamente, nessun accenno ai posti limitati.

La “grana” posti limitati, considerata la scarsa capienza del piazzale della cattedrale, spunta in un secondo momento, ma è dopo che accade la cosa più discutibile: a causa – è detto – dell’alto numero di prenotazioni, di questioni legate all’ordine pubblico e alla sicurezza e al venir meno del sostegno degli sponsor, il coreodramma sarebbe stato a pagamento: dieci euro. Prenotazioni a partire da lunedì 18 agosto presso l’ufficio dell’assessore a Turismo e Spettacolo.

La gente, pur delusa, si reca a prenotare – sebbene molti dei posti previsti risultassero già assegnati – ma martedì 19 ecco il nuovo colpo di scena: il Comune non può fungere da biglietteria e, stante la richiesta di un prezzo d’ingresso, si rendono necessari autorizzazioni e controlli. La palla passa quindi alla Pro Loco, più esperta non foss’altro perché ogni anno da 48 anni a questa parte organizza il Torneo dei Rioni. Comincia una corsa contro il tempo per arrivare a mercoledì 20, giorni fissato per la prima serata, con le carte in regola: Siae e collaudo di attrezzature e location da parte della commissione di pubblica sicurezza ottenuti a tempo di record. Salvate, alla fine, anche le prenotazioni che fino a quel momento erano state raccolte dall’assessore Zanzarelli, che altrimenti avrebbe rischiato il linciaggio.

11Si arriva alla sera del 20 agosto con il fiatone, ma finalmente è tutto pronto. Biglietteria aperta, ma ecco l’ennesimo disservizio: un’unica fila sia per chi aveva già il biglietto, un invito o un accredito tra le mani, sia per chi doveva ancora acquistare il biglietto, sia per quanti si erano premurati di prenotarselo in precedenza. Come se non bastasse, l’assegnazione dei posti è un terno al lotto. Ci si mette anche il meteo, comincia a piovere e, quando gli spettatori che erano andati a ripararsi in chiesa tornano alle proprie poltroncine le trovano occupate: dai biglietti, nessun aiuto. I posti non sono numerati, c’è solo una vaga, ma inutile, distinzione di settore.  Ciascuno, però, dice che al momento della prenotazione è stata assicurata loro una determinata fila. Il problema è che è stata promessa a tutti la stessa: la terza, appena dietro a quelle riservate alle autorità.

Qualcuno dei contendenti invoca l’intervento dell’assessore “Oreste”, con cui ha personalmente parlato in Comune. Gente vestita di tutto punto, con abiti lunghi e camicie di seta, inizia a insultarsi con parole e accenti dei più vari, fino all’intervento del comandante dei vigili urbani Emilio Dell’Aquila. Questi si fa consegnare i biglietti, li osserva e  decide chi deve stare lì in terza fila e chi no. I perdenti posto si alzano sbraitando e urlando che un sistema simile denota una mentalità mafiosa: rassicurazioni orali di posti che si credevano prenotati, nessuna ricevuta, file assegnate a discrezione di assessori o presunti tali. I tre vanno via e, presumibilmente, avranno chiesto o chiederanno il rimborso.

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Ospiti a sorpresa: Rossella Brescia e il compagno coreografo Luciano Cannito, osannati dall’assessore Claudio Zanzarelli

Nel frattempo, i tecnici tentano inutilmente di asciugare il palco, lottando con l’acqua scesa giù copiosamente in appena cinque minuti e con lo scirocco infernale che avrebbe reso in ogni caso umido e scivoloso il piano.

Risultato: impossibile, in quelle condizioni, uno spettacolo di danza a meno di non voler attentare all’incolumità dei ballerini. E allora l’annuncio, tra i brusii di quanti – tutti – ormai convinti di essersi accaparrati un posto purché fosse: «Lo spettacolo è rimandato a domani sera, si prega di conservare i biglietti».

La gente, delusa, si ripara allora in chiesa, mentre Carla Fracci, dal fondo della navata laterale sinistra – dov’è la stanza degli ori – fa sapere di non voler vedere nessuno, tantomeno di aver voglia di parlare con qualcuno o di concedersi ai fan.

Il resto è storia recente, lieto fine con l’arte che con 24 ore di ritardo e non senza fatica, ieri sera, 21 agosto, ha finalmente trionfato. Nonostante il meteo, nonostante l’organizzazione un po’ così.

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