Lettera aperta al sindaco di Oria: «Così si fa marketing territoriale: castello aperto, città pulita, centro chiuso, turisti comodi e sicuri: sveglia!»

castello oria web 2 okdi Girolamo Bax

Letterina al Sindaco di Oria e complimenti ai Milites e al professor Ennio Suma

A mezz’ora dell’aeroporto, la Sant’Andrea quasi completata, a 20 minuti dal mare, a 10 dalla città del Primitivo, un Castello che non ha nulla da inviare al più famoso Castel del Monte, un centinaio di strutture ricettive tra B&B, Hotel e Case Vacanza, ristoranti di qualità che propongono dalla cucina del territorio alle esperienze emozionali. Ma soprattutto uno dei borghi medievali più belli della Puglia, una Bandiera Arancione, un museo a cielo aperto che gli Oritani non si rendono conto di possedere.

C’erano tutti i presupposti per farla decollare, Oria, ma nulla riesce ad andare per il verso giusto. Eppure dalle letterine e dalle conferenze stampa emergono sempre una serie di buone intenzioni, di belle parole, di bei concetti. L’ultimo e sempre più ricorrente è il “marketing territoriale”. Qualcuno però dovrebbe spiegare al nostro Sindaco ed al suo Assessore al Turismo che il territorio a cui il Maketing si rivolge non è solo Oria.

Il sindaco di Oria, Cosimo Pomarico
Il sindaco di Oria, Cosimo Pomarico

Caro Sindaco, prenda un bel compasso, lo punti su Oria e poi gli faccia un bel cerchio ampio tanto quanto dista un’ora di macchina da Oria. Ecco, quello è il suo Territorio di riferimento. Tutto ciò che ricade in quel raggio è il suo Territorio e lì vi trova i suoi competitors, i comuni concorrenti, con i quali dovrà vincere la guerra del marketing. Fare marketing territoriale significa eccellere nel territorio. I diversi territori fanno sistema e vincono sugli altri territori. Si renderà conto che nel raggio di un’ora da Oria ci sono Locorotondo, Alberobello, Martina Franca, Cisternino, Ostuni, Grottaglie, Manduria, Ceglie Messapica, San Vito dei Normanni… nei confronti dei quali sicuramente Oria non eccelle mai.

Fare marketing terriotoriale significa mettere in atto una serie di azioni che attraggano nel proprio comune i turisti affinchè arrivino nella città, paghino un parcheggio (leggasi strisce blu o parcheggi organizzati), consumino in bar e ristoranti, pernottino in B&B e hotel, acquistino nei negozi, ci tornino il prossimo anno e lo dicano anche agli amici.

Fare marketing territoriale significa eccellere rispetto agli altri comuni proponendo un’offerta migliore in termini qualitativi e quantitativi rispetto ai nostri competitors (sempre gli altri comuni)

L’offerta turistica è misurabile in vario modo ma ce ne è uno, empirico, che vince su tutti. Provi, Egregio Signor Sindaco, a farsi una passeggiatina assieme al suo Assessore al Turismo in uno dei comuni di cui sopra. Noterà che in tutti, e dico in tutti, vi sono sempre “+” gente, + turisti, + autobus, + auto (tutte parcheggiate all’ingresso dei paesi in appositi spazi chiamati parcheggi, videosorvegliati per evitare le solite figure di merda che facciamo ad Oria con i furti di auto) di quanti Ella ed il suo Assessore ne possiate contare in Oria anche in occasioni importanti come l’evento legato a Carla Fracci.

Fare marketing territoriale significa attrarre il turista e conservarlo. Mi Dispiace però dirLe, Egregio Signor Sindaco, che Oria attrae turisti non grazie all’operato suo e dei suoi assessori ma grazie a quello di ristoratori che si fanno il culo (scusi la volgarità) tutto l’anno per raccogliere un po’ di frutti ad agosto. Oria riesce ad attrarre un po’ di turismo perché ha un’offerta di posti letto superiore di ben 4 volte a quella di Manduria; posti letto che il suo marketing territoriale non tutela e non supporta. Mi dispiace dirLe che se un turista che pernotta ad Oria passa una serata a Ceglie poi ci va anche la sera successiva e per l’anno successivo prenota in un B&B di Ceglie. Al contrario se un turista che pernotta a Ceglie passa una serata ad Oria, purtroppo ad Oria non ritorna. E quel turista non ritorna perché non sa dove parcheggiare la macchina; perché trova un centro storico sporco; perché la circonvallazione e tutte le vie di accesso sono piene di rifiuti e di erbe infestanti alte un metro e mezzo; perché in piazza Manfredi è costretto a bersi un cappuccino accaldato dai motori delle auto parcheggiate in tripla fila e se invece ci passa la sera perché c’è un “creativo” di Erchie che fa il karaoke sotto un ombrellone giallo (non un mezzo vigile o un carabiniere che abbia mai controllato la sua autorizzazione ad inquinare acusticamente tutto il centro storico).

Non so se Ella, Signor Sindaco, se ne è accorto ma il Castello è praticamente chiuso: 8 giorni di apertura nei mesi di luglio ed agosto per un totale di 16 ore (2 ore per ogni giorno di apertura) sono ridicole per soddisfare la domanda di offerta che il Castello genera e per le ricadute che potrebbe avere sul territorio. Non so se Ella se ne è accorto che a reggere le sorti dei monumenti oritani c’è una cooperativa di volenterosi ragazzi che consentono le visite delle Mummie fino alle 10 della sera. In pratica, una giornata di aperture delle Mummie equivale in ore a 2 mesi di apertura del Castello. Il Castello potrebbe essere un volano importante per la nostra Città ma a nulla sono serviti una petizione, un Consiglio comunale monotematico, un incontro con il Procuratore Capo del Repubblica di Brindisi. Diciamo che riguardo al Castello, riguardo al mancato rispetto di una servitù sancita nell’atto di permuta del 1932, riguardo alla mancata costituzione di parte civile nel processo penale in corso contro proprietari e tecnici di vario tipo, riguardo al suo “non fare” per tutto ciò che riguarda il Castello, forse Ella dovrebbe dare qualche spiegazione agli Oritani perché, in merito al suo “non fare”, noi Oritani non riusciamo proprio a darci una spiegazione.

Le strisce blu non funzionano ma i poveri turisti non lo sanno e sono alla continua ricerca del tagliandino. Il Centro storico è abbandonato, le attività commerciali fuggono e soprattutto l’immondizia regna sovrana ed anche qui noi oritani abbiamo qualche difficoltà a spiegarci come mai il commissario prefettizio Iaculli a Francavilla ha fatto le multe alla inadempiente Monteco e ad Oria non si fanno. Noi oritani non capiamo come mai gli altri comuni dello stesso ATO che hanno la Monteco per il servizio di raccolta sono molto più puliti del nostro. Forse anche per la Monteco Ella dovrebbe dare qualche spiegazione agli oritani perché, in merito al suo non fare con la Monteco noi oritani non riusciamo a darci una spiegazione.

Se non glielo ha detto nessuno, il Castello aperto, la città pulita, il centro storico chiuso “per davvero” al traffico sono le leve del suo marketing territoriale.

L’improvvisazione non paga, non dà risultati, Carla Fracci docet. Bravo il professore Malva che Le ha portato la Fracci, per il resto una serie di cattive figure. 25 mila euro spesi per una redemption (risultato) di appena 400 spettatori, moltissimi non paganti e quasi tutti di Oria. Se divide i 25 mila euro per il numero dei turisti “attratti” si renderà conto che il costo è stato elevatissimo e che Lei ed il suo Assessore non brillate certo per il marketing territoriale. Con quei 25 mila euro i Milites avrebbero fatto faville (non dimentichi di leggere il Post Scriptum)

Egregio Signor Sindaco, i suoi Comuni Competitors hanno più o meno tutti le stesse dimensioni di Oria, hanno tutti i suoi stessi vincoli, hanno tutti il patto di stabilità, molti hanno la Monteco per la raccolta dei rifiuti urbani e nonostante molti non abbiano il nostro centro storico, il nostro castello, il mare ionio a 20 minuti, la superstrada a 5 km… nonostante tutto questo, i suoi comuni competitors, chissà perché, sono tutti + puliti di noi, hanno + turisti e per più tempo di noi, hanno un cartellone estivo + bello del nostro nonostante i loro Sindaci scrivino molte meno letterine di Lei.

Per finire, caro Signor Sindaco, poiché anche Lei è stato invitato a rovesciarsi una secchiata d’acqua ghiacciata sulla testa, non perda questa occasione e lo faccia assieme all’Assessore al Turismo così magari vi rinfrescate un po’ le idee, sperando che le abbiate.

I miei ossequi.

PS: se siete a corto d’idee Le consiglio di rivolgersi alla Compagnia dei Milites che ieri, ad Oria, con lo spettacolo su Corradino di Svevia hanno dimostrato di avere molto da insegnare a Lei, al suo Assessore ed anche, o soprattutto, alla Proloco la quale farebbe bene ad abdicare in favore del professore Suma e dei suoi ragazzi. Bravi i Milites.

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