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L’eroico gesto di un volontario Anta di Francavilla: rischia la vita per salvare il gatto caduto nel pozzo

gatto pozzoUn volontario dell’Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente – sezione di Francavilla ha nei giorni scorsi salvato da morte probabile, se non certa, un gatto che era caduto o, peggio, era stato gettato in un pozzo.
L’uomo, un operaio, è al lavoro in una zona di campagna quando ode come dei lamenti provenire da poco più in là rispetto al punto in cui si trova. Si spaventa pensando siano i gemiti di un bimbo o di una bimba e in un primo momento pensa di chiamare aiuto, poi si decide ad andare a controllare personalmente per capire cosa stia succedendo.
Dopo diversi tentativi di ricerca, comprende che quello strano suono proviene dal pozzo, si affaccia e intravede sul fondo privo d’acqua un micio. A quel punto sono due le strade: rischiare e provare a salvarlo oppure fare finta di nulla, allontanarsi e tornare a faticare.
Siccome è un volontario Anta, sceglie la prima opzione e pian piano si cala nella cisterna profonda alcuni metri. Prende con sé il felino e prova a risalire in superficie, ma arranca e stenta.

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Ha paura, ma si fa coraggio e, alla fine, non senza difficoltà, salva il suo nuovo amico da un triste destino. Come ci sia finito lì dentro quel gatto è tuttora un mistero: se vi sia caduto mentre cercava del cibo, per ripararsi dal freddo o, nella più nefasta delle ipotesi, vi sia stato gettato appositamente, è impossibile da dire. L’importante è che l’animale, sottoposto successivamente agli accertamenti del caso, sia sano e salvo e piuttosto in salute. Solo, sulle prime, un po’ spaventato. Resta il gesto eroico del volontario, che si è comportato né più né meno come il codice di comportamento dell’Anta suggerisce: rischiando la propria stessa incolumità per proteggere la fauna, che fa parte integrante dell’ambiente e dell’ecosistema in cui l’uomo vive.
L’operaio-eroe è stato accolto con calore dagli altri soci del sodalizio, che colgono l’occasione per invitare gli altri cittadini a entrare a far parte dell’associazione perché si accresca il numero dei protettori – qualcuno li definisce addirittura “angeli” – della natura e dello stesso genere umano.

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