Proviamo a ricominciare nel ricordo di Maura

foto apertura mauraMaura avrebbe oggi coronato uno dei suoi tanti sogni, per lei il più importante di questo periodo: superare il Tfa per ottenere, tra un anno, l’abilitazione all’insegnamento e dunque, dopo le tre lauree, anche il titolo di “prof”.

Il primo scritto l’aveva affrontato a modo suo: eccellentemente. Ieri, invece, la commissione e tutti gli altri colleghi hanno voluto osservare un minuto di silenzio in suo ricordo prima che, all’Università del Salento, cominciasse la seconda e ultima delle prove scritte.

Stamattina ci sarebbero stati gli orali e – siamo sicuri – Maura ne sarebbe uscita a testa alta, altissima. Come sempre, del resto. Come ai tempi della scuola, al liceo classico “Vincenzo Lilla” di Francavilla Fontana. Come negli studi accademici, prima a Roma Tre (triennale in Comunicazione, specialistica in Lettere moderne – indirizzo giornalismo ed editoria), poi a Lecce (specialistica in Lettere moderne che le avrebbe consentito d’insegnare). Come nel lavoro di giornalista e docente. Come in tutte le altre attività e passioni cui si dedicava contraddistinguendosi per impegno, competenza e brillantezza.

maura primo piano webNon c’era una branca delle “sue” – ed erano tante e disparate: dalla letteratura al giornalismo, dalla storia dell’arte alla grafica, dalla progettazione Web alla pittura, ai lavoretti domestici – nella quale non tendesse alla perfezione. Se non conosceva un argomento – principalmente quelli di carattere scientifico – preferiva non esprimersi e limitarsi ad ascoltare chi di quegli argomenti sapesse qualcosa.

Curiosa, positivamente curiosissima, a Maura piaceva conoscere, scoprire, approfondire. Ogni cosa nuova, ogni nuova esperienza l’affascinava, coinvolgeva, assorbiva. Anche per questo, sin da quando era ancora una studente delle elementari e poi delle medie – e già una grandissima lettrice – da grande le sarebbe piaciuto fare la giornalista: per conoscere il “mondo” e raccontarlo agli altri.

Ha fatto di tutto per riuscirci, ha studiato e, ovviamente, ci è riuscita: a gennaio 2011 comincia a collaborare, come corrispondente, con La Gazzetta del Mezzogiorno, e dal giugno dello stesso anno con il periodico Lo Strillone. Collaborazioni continuate negli anni e culminate, il 14 giugno 2013, nell’iscrizione all’albo dei giornalisti.

Un altro traguardo, ma non abbastanza. Non per una come lei, con la forza e le capacità di arrivare ovunque si fosse prefissa. Nel frattempo, infatti, da figlia d’arte e avendo diversi parenti e amici impegnati nel settore, rivolge le sue attenzioni al mondo della scuola: scopre che le piace insegnare e – guarda caso – le riesce benissimo. S’iscrive di nuovo all’università, si laurea ancora una volta e ottiene anche qualche supplenza. Ma ovviamente mica le basta: vuole di più per un domani migliore, con un lavoro, una casa, una famiglia tutti suoi.

E allora, mentre continua a scrivere per La Gazzetta e Lo Strillone, fa la spola tra Torre Santa Susanna (il suo amato-odiato paese d’origine) e Brindisi, dove tiene gratuitamente lezioni d’Italiano agli stranieri per spianarsi la strada della certificazione Ditals. Contemporaneamente, ogni pomeriggio porta avanti il progetto “Doposcuola” alle medie di Erchie per aiutare gli studenti in difficoltà a recuperare le insufficienze. In tutte e due le avventure riceve complimenti e successi.

155763_10203053684686908_1239409617_nArriva poi l’obiettivo primario “Tfa”: studio folle e disperato per mesi e, nel mezzo, siccome non era abituata a pensare in piccolo, ecco un’ennesima iscrizione all’università dopo aver superato agevolmente i test d’ingresso di Scienze della formazione a Matera. Sarebbe stata la quarta corona d’alloro sul suo capo. A beautiful mind. 

Sembra già moltissimo, ma intanto Maura presenta libri e serate, scrive recensioni, partecipa a rassegne e fa da commissaria in concorsi di poesia. Sempre con l’umiltà, il suo essere alla mano e un sorriso inconfondibile, unico.

Non trascura neppure il volontariato: quando c’è la giornata della donazione del sangue, puntuale com’è, tra i primi fa visita ai volontari dell’Avis.

Solo una delle tante associazioni che hanno potuto giovarsi del suo contributo. E pensare che l’idea di donare il sangue nacque , quasi per caso, anni e anni prima, tra i banchi del liceo: chi avrebbe donato il sangue, si sarebbe scampato una temibile e temuta interrogazione. Così fece e così fu, perché Maura era – che impressione, parlarne al passato – studiosa, ma niente affatto “secchiona”.

OLYMPUS DIGITAL CAMERASempre disponibile, solare, trasparente, sincera, pronta. Tanto pronta da arrivare sistematicamente con almeno dieci minuti di anticipo a ogni appuntamento. Che fosse di lavoro o solo per un caffè tra amici al bar, poco importava: «La puntualità è segno di rispetto», diceva.

Geniale ma leggera, razionale ma estrema quando subiva un’ingiustizia o la vedeva subire dagli altri. Sempre opportuna e gradevole, fantasticamente dedita a tutte le cause che sposava, c’erano alcune cose che però Maura detestava: l’ignoranza o, meglio, l’accettare di rimanere ignoranti; l’ipocrisia; la superbia. Con garbo ed eleganza innata, si teneva a distanza dai finti acculturati, selezionava scrupolosamente le sue letture, rifuggendo i best-seller: niente Dan Brown o Fabio Volo, insomma, ma tutt’al più dei sani classici (di recente aveva riscoperto quella bellezza della Divina Commedia che a scuola – sue parole – non era riuscita ad apprezzare come si doveva).

Tra le tante sue qualità, pure un’ottima – secondo lei, appena discreta – padronanza del Web: questo sito non esisterebbe neanche, se lei non ci avesse messo lo zampino fin dal 2011.

All’epoca, quando tutti pensavamo al giornale cartaceo e trascuravamo le grandissime potenzialità della Rete, è stata Maura a insistere: «Un giornale non può esistere senza un sito, la gente ormai si informa su internet e lo farà sempre più spesso».

Come sempre, ci aveva visto giusto, era arrivata in anticipo sul futuro, il futuro dello Strillone.

Lei lo sapeva già che un giorno Lo Strillone sarebbe stato principalmente online.

Oggi che avrebbe coronato il suo sogno, noi abbiamo deciso di provare a portare avanti uno dei suoi progetti: questo. A far camminare sulle nostre gambe anche le sue idee. Un compito arduo perché lei era la migliore di tutti noi e non solo di tutti noi. Una così chissà dove sarebbe arrivata, ora l’unica cosa possibile è tenerne vivo il ricordo. Un’esistenza, pur breve, come la sua non può essere dimenticata. Lei, sempre pronta a stupire e a riderci su di gusto.

Ci manchi e ci mancherai, Mauretta.

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