Francavilla, “apostrofò” pesantemente Giacomo Leone: sarà processato. Lui si difende: “E’ una vendetta politica”

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Fabio Cristofaro e Giacomo Leone
Fabio Cristofaro e Giacomo Leone

Dopo la querela, ecco il processo. E’ stato rinviato a giudizio per diffamazione Fabio Cristofaro, allora attivista del movimento 5 Stelle, querelato dal maratoneta ed ex candidato alle prima del centrodestra Giacomo Leone, che si sentì pesantemente diffamato da un post pubblicato su Facebook dallo stesso Cristofaro. In quell’occasione il 32enne, definì Leone “marionetta senza carattere”, “stronzo”, “patetico” e lo accusò: “Stai reggendo il testimone al Pdl, partito dei ladri”.

Parole pesanti che Leone, assistito dall’avvocato Domenico Attanasi, ha deciso di non incassare passivamente, ritenendo che quel post abbia travalicato abbondantemente il limite della libertà di critica, esondando nella meno nobile offesa gratuita, nell’insulto, appunto nella diffamazione. Da qui la scelta di querelare Cristofaro. Il caso è stato preso in carico dal pubblico ministero di Brindisi Valeria Farina Valaori, che ravvisando nelle parole sotto accusa gli estremi per un dibattimento in aula, ha chiesto e ottenuto dal gip il rinvio a giudizio dell’indagato.

Il quale però, avuta notizia della decisione del giudice, per nulla intenzionato a retrocedere ora replica appellandosi alla libertà d’espressione garantita dalla Costituzione italiana e dalle convenzioni internazionali: “Desidero rimarcare, con fermezza, che l’assurda vicenda assume sempre più i contorni di una ‘vendetta politica’ mascherata da attacco alla persona ed inoltre si ricorda, nel caso di specie per ciò che è e non malamente estrapolato, che continuano ad esserci accesi dibattiti sulla linea di demarcazione tra ‘linguaggio politicamente corretto’ e ‘linguaggio politicamente scorretto'”.

“Premesso ciò – prosegue Cristofaro – è impensabile che in un dibattito politico, in cui vengano discusse – anche coloritamente – azioni politiche singole o di gruppo, personaggi politici singoli o di gruppo, partiti politici singoli o di gruppo, vi sia il rischio per i partecipanti di schieramenti opposti – all’epoca dei fatti Leone Giacomo Candidato Sindaco Forza Italia (ex PDL) ed il sottoscritto attivista M5S – di essere citati in giudizio solo per avere espresso una opinione politica differente e comunque non diretta alle azioni della persona nel suo agire privato”.

“In conclusione, non riesco ancora a comprendere il motivo dell’accanimento contro la mia persona quando in politica ho sempre espresso pareri politici e non personali su qualunque esponente e/o colore politico. Se la politically correct cozza con la più “onesta e intellettualmente incisiva” politically uncorrect, perché mi si deve condannare di essere stato intellettualmente onesto?!? Fatemi capire perché in Italia, in una situazione di criticità come quella che si vive da 6 lunghi anni, si continui a ‘tentare di mettere il bavaglio’ su chi esprime posizioni e vedute differenti? In conclusione, mi auguro che questa spiacevole vicenda veda vittoriosa la libertà di espressione al di là dei colori politici e al di là delle rispettive qualità delle persone coinvolte”.

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