Francavilla, dopo l’esposto, De Franco scrive alla Procura: «Si valuti il caso Curto, abusa del ricorso alla magistratura»

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Euprepio Curto contro Antonio De Franco e viceversa, atto: ennesimo.

Tra i due non corre per nulla buon sangue, tanto che in passato non se le sono di certo mandate a dire. Da qualche tempo a questa parte hanno a che fare, però, principalmente nelle aule di giustizia, poiché Curto (già senatore, oggi consigliere regionale e comunale) ha in diverse occasioni querelato De Franco per difendere la propria immagine e onorabilità.

De Franco, che di recente ha ingaggiato una sua personale battaglia contro il ricorso facile – a suo dire – alla magistratura e in difesa della libertà di opinione e critica, soprattutto politica, non ha gradito l’esposto annunciato nei giorni scorsi da Curto, dopo lo scoppio del caso immobili comunali, e ha dunque scritto a propria volta al procuratore di Brindisi, Marco Dinapoli, per rappresentargli quello che egli stesso definisce “il caso E. Curto”.

Qui di seguito si riporta, in forma integrale, la lettera aperta scritta da De Franco:

LETTERA APERTA
AL SIG. PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA

Dott. Marco Dinapoli

Oggetto: Francavilla Fontana – caso E. Curto.-

Ill.mo Signor Procuratore,

Antonio De Franco
Antonio De Franco

nei prossimi giorni dovrebbe pervenire sul Tuo tavolo un esposto denuncia a firma del consigliere comunale in carica “avv. Euprepio Curto” datato 14-02-2015 riguardante la ipotesi che degli impiegati comunali, di cui non si fa il nome, si siano comportati in modo parziale, quindi – a quanto pare – infedelmente, ostacolando l’attività della amministrazione comunale allo scopo di favorire degli “ex amministratori” anche questi non meglio indicati.

Non Ti indispettire, gent.mo Procuratore, non sono stato io a violare la necessaria e obbligatoria riservatezza del procedimento penale sin nella fase addirittura precedente alla creazione del fascicolo per le indagini. E’ stato lo stesso estensore, il sig. Euprepio Curto, che nell’esposto si vergogna di qualificarsi rispetto al merito, per quello che è, cioè consigliere comunale (sic!), che ha sbandierato ai quattro venti l’esposto come fosse un documento politico.

Gent.mo dott. Dinapoli, il sig. Euprepio Curto ci ha abituato a questo uso, che definire strumentale è dir poco, della denuncia penale quale diretta azione politica. Qui, nella Città degli Imperiali, ci ha abituato – ad esempio – al fatto che le querele prima ancora di farle si annunciano finendo col rappresentare una forma di violenza morale nei confronti delle persone che oggetto di tale comportamento, si sentono ovviamente come fossero minacciate.

In questo caso Euprepio Curto aggiunge un linguaggio criptico in cui dice e non dice, simile a quello che usano le persone in malafede che vogliono blandire e minacciare e sanno di non poterlo fare esplicitamente altrimenti commettono un illecito o, peggio, come fanno le persone corree costrette all’omertà.
Ai consigli comunali ci sfracassa le tempie che egli tutto sa e tutto conosce, più del principe del foro, mentre nell’esposto si presenta con un profilo basso da semplice “avv.” nonostante tutto sia stato un importante amministratore del passato!

procuratore dinapoli
Il procuratore capo di Brindisi, Marco Dinapoli

Ma allora il sig. Euprepio Curto se è così sensibile da aver colto un insignificante fuori onda, visto che la lingua (è proprio il caso di dire) batte dove il dente duole, perché nell’esposto non ha indicato a quali funzionari o impiegati comunali si riferisce?

Ancora: il sig. Curto ha conoscenza di procedimenti amministrativi ostacolati da impiegati infedeli? Se sì, di quali?

Ill.mo Signor Procuratore, questo modus operandi del consigliere comunale rappresenta un uso strumentale dell’azione penale che è bene cessi una volta per tutte, essendo intollerabile che essa azione sia piegata a degli interessi inconfessati ed a piacere di un soggetto che presume di condizionare la vita amministrativa e sociale. Allora Ti chiedo di voler invitare il sig. Euprepio Curto in Procura a rendere dichiarazioni circa l’esposto che ha fatto al fine di specificarne il contenuto in ordine alle persone e fatti che lo riguardano, sottraendolo dalla nuvola di omertà e vigliaccheria che lo avvolge. Nell’occasione avvisalo di smettere di usare in modo improprio l’invocazione della azione penale.

Nel ringraziarTi per l’importante e delicato lavoro svolto, saluto deferentemente,

Antonio de Franco

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