#Difendiamogliulivi: vip e centinaia di adesioni alla nostra campagna, che ora è di tutti. Grazie

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Quando mercoledì sera abbiamo lanciato la campagna contro l’abbattimento degli ulivi in Salento #difendiamogliulivi, puntavamo a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento, facendo partecipare i nostri lettori in maniera attiva, mettendoci la faccia, diventando in qualche modo parte di questa battaglia. Speravamo di raccogliere qualche adesione, di far discutere, di sollecitare i lettori a informarsi e magari mobilitarsi, ma mai avremmo immaginato che in meno di 24 ore quell’hastag e quell’idea di “metterci la faccia” con il foglietto tra le mani avrebbe riscosso un simile successo. Gran parte del merito va dato a quell’instancabile guerriero di pace che è Nandu Popu dei Sud Sound System.

Dopo aver pubblicato le prime foto (grazie al contributo della magnifica e battagliera amica Luciana De Gaetani) abbiamo avuto col cantante salentino un breve scambio di messaggi su WhatsApp: “Abbiamo creato questa iniziativa, vuoi partecipare? Basta una tua foto con l’hastag #difendiamogliulivi”. Detto, fatto. Nando ci ha inviato la sua foto, l’abbiamo pubblicata, e il resto – come si dice in questi casi – è storia. Una piccola ma preziosa storia.

Il primo tweet con hastag #difendiamogliulivi
Il primo tweet con hastag #difendiamogliulivi

In poche ore siamo stati sommersi dalle foto inviate da ogni parte del Salento, quindi d’Italia. Poi sono arrivati i contributi che non ti aspetti: la foto di Combass degli Après la classe, poi quelle di Federico Zampaglione, Claudia Gerini, Marco Materazzi, Emma Marrone, Samuele Bersani, Lele dei Negramaro, Elio e le storie tese. L’hastag #difendiamogliulivi ha fatto collante su Twitter per tutti coloro che ritengano che l’eradicazione non sia la soluzione, ma anche per promuovere la manifestazione di domenica a Lecce in piazza Sant’Oronzo. E questo era per noi il reale obiettivo. Il Salento è unito e fa quadrato attorno ai suoi alberi. Le loro radici sono le nostre radici. E senza radici, Xylella o no, si muore.

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