Vitali-Ferrarese: la pace non dura più di un mese. Ora se le danno di nuovo

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Massimo Ferrarese (Ncd) e Luigi Vitali (FI)
Massimo Ferrarese (Ncd) e Luigi Vitali (FI)

Ci hanno provato a rimettere in sesto i cocci di un matrimonio un tempo felice e proficuo, ma poi andato in frantumi. Hanno tentato di ricucire, di dimenticare gli ultimi due lustri passati a cantarsele un giorno sì e l’altro pure, a lanciarsi strali grondanti veleno, a darsi battaglia in ogni elezione: pure di condominio, se avessero potuto. Un mese fa Massimo Ferrarese e Luigi Vitali – il primo coordinatore regionale di Ncd con Massimo Cassano, l’altro coordinatore regionale di Forza Italia – si sono stretti la mano, seduti allo stesso tavolo, pochi centimetri l’uno dall’altro. Pronti a stare nuovamente assieme. A riavvicinarli, l’imminenza delle elezioni regionali, che richiedeva una chiamata alle armi e all’unità di tutto il centrodestra, per arginare l’avanza dell’avversario comune Michele Emiliano.

Ma è stato come mettere in un bicchiere acqua e olio: i due, cacciati a colpi di ragion politica nello stesso contenitore, non sono riusciti a rimescolarsi, a diventare un’unica sostanza come un tempo. E alla fine è tutto venuto a galla. Francesco Schittulli, candidato presidente di tutto il centrodestra, si è messo a fare il capo in casa d’altri, a imporre a Vitali e Berlusconi i candidati da mettere in lista. E quando questi si sono opposti, è arrivata l’epurazione di tutta Forza Italia. Gli azzurri, ormai esiliati dall’originaria coalizione (in cui sono rimasti Fitto, Ncd, Fratelli d’Italia e Movimento Schittulli), si sono messi a crearsene una tutta propria, con tanto di candidato presidente: la senatrice Adriana Poli Bortone.

Il centrodestra pugliese insomma, dall’essere un tutt’uno al seguito dell’oncologo Schittulli, si è ritrovato spaccato in due tronconi, con due candidati presidenti, e con Vitali e Ferrarese nuovamente sui fronti opposti della barricata: prima solo dietro le quinte, ora nuovamente sulla scena.

FERRARESE ASSEMBLEA NAZIONALE NCDAd aprire le danze ci ha pensato ieri Massimo Ferrarese, che ha così commentato la scelta di Forza Italia di candidare Adriana Poli Bortone: “Resto basito – ha scritto su Facebook – nell’apprendere che Forza Italia, dopo aver sostenuto pubblicamente e in maniera convinta Francesco Schittulli, abbia deciso di abbandonarlo per proporre Adriana Poli Bortone. Rimango inoltre esterrefatto che proprio lei, prima sostenitrice di Francesco Schittulli, oggi si candidi contro di lui e che lo faccia con l’appoggio della Lega Nord di Matteo Salvini, dopo che nel recente passato ha addirittura fondato un partito (Io sud) per combattere quella stessa Lega, ossia quel movimento che considera da sempre il Sud fuori dall’Italia. Ritengo che questo sia il sintomo di un momento di grande confusione da parte di Forza Italia che sembra aver perso di vista l’obiettivo che ci eravamo prefissi in Puglia e che comunque continueremo a perseguire con tutte le nostre forze”.

Luigi Vitali
Luigi Vitali

Immediata, e piccata, la replica di Vitali: “E’ a dir poco curioso che Massimo Ferrarese oggi si dica basito dalla decisione di Forza Italia di sostenere Adriana Poli Bortone e non più Francesco Schittulli alla presidenza della Regione Puglia. A rimanere basiti dovremmo essere noi, io e milioni di pugliesi, che ricordiamo che Adriana Poli Bortone fu proprio la candidata sostenuta da Massimo Ferrarese alle scorse regionali, e ora da lui abbandonata. A Ferrarese, la cui confusione capisco data la moltitudine di partiti cambiati fino ad oggi, ricordo che Francesco Schittulli è stata la nostra prima scelta, e che è stato lui a volerci fuori dalla coalizione, non noi ad uscirne. E ricordo che nessuno dei nostri alleati si è profuso in alcuno sforzo per impedire questa epurazione: soprattutto chi oggi, fingendo di cadere dalle nuvole e di non sapere come siano realmente andate le cose, si dice ora sorprendentemente basito”.

Insomma: si ricomincia.

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