Amministrative ad Oria, il ritorno in politica di Proto

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Riparte da quella che è a tutti gli effetti la sua città. Non adottiva, ma di nascita, dove ha trascorso l’infanzia e dove ha cominciato a lavorare e dalla quale, in fondo, non si è mai staccato neanche nei periodi più bui e chi lo conosce sa che ne ha attraversati tanti.

Il tempo passa e i tempi cambiano, ma chi non ha la memoria corta sa che qualche decennio addietro la Mec Elettronica era una grande impresa meridionale, capace di dare lavoro a decine di famiglie e di esportare i suoi gruppi elettrogeni all’avanguardia non solo fuori dai confini regionali, ma in tutt’Italia e poi in Europa, fino a lambire altri continenti. E oggi sembra che quel futuro, poi abortito a causa di diversi guai societari e del fallimento della stessa Mec divenuta New Mec, si stia di nuovo affacciando all’orizzonte.

Benedetto Proto, 44 anni il 27 maggio, dimessosi da consigliere comunale a Francavilla Fontana dopo lo scandalo “Friday Osaf” e le annesse accuse di razzismo a suo carico, ha firmato l’altro ieri il modulo della sua rinascita politica a sostegno del candidato sindaco – ormai ufficiale la sua ridiscesa in campo – Cosimo Pomarico.

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Bendetto Proto

Non si sa ancora in quale delle due o tre liste a supporto dell’ex primo cittadino di Oria – Ncd, Mas e forse una lista del sindaco – si candiderà Proto, ma quel ch’è certo è che non si sarebbe mai candidato con quel centrodestra da cui, a suo dire, fu abbandonato proprio nel momento di maggiore bisogno, quando cioè cinque anni addietro ha dovuto subire quel processo-spartiacque della sua stessa esistenza.

 

Da quell’estate di un lustro addietro la sua vita non è più stata la stessa: problemi in politica, problemi in famiglia e sul lavoro. Insomma, problemi. E poi la condanna per calunnia: quel 23 agosto 2010, il mendicante nigeriano Osaf – secondo il giudice – non aveva aggredito fuori dalla panetteria “Voglia di Pane” in via Immacolata né Proto né gli agenti di polizia locale intervenuti per arrestarlo e, in più, non aveva con sé, a differenza di quanto sostenuto dai suoi accusatori, nessun coltello.

Proto ha fatto ricorso in appello e, dal canto suo, continua a professarsi innocente e a rispedire al mittente ogni accusa nei suoi confronti.

Da quel giorno, però, di acqua sotto i ponti n’è passata: «Non sono xenofobo – continua a ripetere come un mantra l’ex consigliere di Francavilla – e chi mi conosce questo lo sa perfettamente, avendo io tanti amici di etnia diversa dalla mia, ma quell’episodio mi ha profondamente segnato a maggior ragione per il fatto che sono stato condannato da innocente».

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«Ciò che però mi ha maggiormente toccato dopo quella vicenda – dice Proto – è stato l’abbandono da parte di quelli che all’epoca erano i miei colleghi di partito e di coalizione: mi convinsero a fare un passo indietro e mi dimisi, dopo di che ne approfittarono per sostituirmi e abbandonarmi al mio destino politico e soprattutto umano».

Un destino che in seguito ha preso pieghe diverse anche in ambito politico: «Avrei potuto candidarmi a Oria già nel 2011 a sostegno di Pino Carbone – rivela – ma non me la sentii e credo di aver fatto bene, ora però voglio spendermi per una persona le cui doti umane sono indiscutibili e indiscusse qual è Mimino Pomarico e, ovviamente, per il rilancio di quella che è e che è sempre stata la mia città».

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