Mourì, il film sul calcio e sull’Inter che non parla né solo di calcio né solo di Inter: sosteniamo il progetto

Si chiamerà, molto semplicemente, “Mourì” e sarà un gran bel film che trarrà spunto dal calcio, ma che non parlerà soltanto di calcio né soltanto di Inter, nonostante il titolo stesso sia ispirato allo Special One: José Mourinho, il mister del “triplete” nerazzurro, prima squadra italiana ad aver centrato, nella stessa stagione, Serie A, Coppa Italia e Champions League.

La regia sarà di Alessandro Zizzo, che per la produzione si avvale della preziosa collaborazione della Start-Cult di Bologna. Il progetto necessita però, per andare in porto, di ingenti risorse ed è per questo che non a caso da oggi – anniversario della conclusione di quello storico 2010 – è online il portale Web http://www.mouri-themovie.com/ sul quale si lancia appello a tutti a contribuire con una donazione. Il target è ambizioso: raccogliere un milione di euro entro il 31 dicembre 2016.

Di “Mourì” abbiamo chiacchierato proprio con Zizzo.

Cos’è “Mourì”?

È, in sostanza, un grande progetto: partire dalla favola bella di quell’Inter, improvvisamente piacevole a vedersi, cinica e vincente, per raccontare la storia d’Italia dagli anni ’40 del secolo scorso ai giorni nostri o, meglio, per raccontare come i protagonisti di questa sorta di romanzo, sportivo e sociale al tempo stesso, metafora dello stesso Belpaese, abbiano vissuto la quotidianità e la stessa vita scandita da gioie, dolori, sacrifici, successi e fallimenti propri e altrui. Come nel calcio, a ben guardare. Alberto ed Eliseo Vento sono nonno e nipote uniti da un legame affettivo particolare, cementato dalla comune passione per l’Inter che li renderà complici nonostante le insoddisfazioni dell’esistenza e dello sport…

Mourì è una commedia italiana, la definirei una commedia italiana “amara”, che inizia il suo viaggio verso la fine degli anni quaranta e lo conclude il 22 maggio 2010. Parrebbe una piccola storia che narra le vicende di una comune famiglia Italiana, ma attraverso questo artificio vengono invece raccontate grandi storie, come quella degli ultimi 60 anni d’Italia, o delle Grandi Inter. I continui flashback di Alberto Vento che si incrociano con lo sguardo rivolto al futuro di Eliseo (suo nipote) regalano al film un ritmo molto veloce. Ed è per questo motivo che è stato ribattezzato” il film sul calcio che non parla di calcio”. L’ importanza che Alberto ed Eliseo danno all’Inter e la sopportazione a cui sono costretti di conseguenza gli altri personaggi del film, fanno sembrare il calcio quasi un elemento centrale nella commedia. Per il resto, come tutte le commedie tipiche italiane, credo che sia un film che riesce a mantenere una sua semplicità, senza effetti su effetti, che vuole volutamente restare sul piano umano, sprigionando quel candore tipico del cinema ai suoi esordi.

Ma quindi questo è un film sull’epopea dell’Inter, una celebrazione di quella squadra ad opera, peraltro, di un tifoso juventino come Zizzo?

Assolutamente no. Il “triplete”, accadimento calcistico di per sé insolito, anzi finora unico in Italia, e la figura quasi mitologica di Mourinho sono stati solo lo spunto per parlare anche d’altro: perché no? Del Milan, della Juve e delle altre squadre che, mentre l’Inter accumulava di anno in anno delusioni, invece vincevano in Italia e in Europa…

Crowdfunding, cosa significa questo parolone straniero?

Significa raccolta fondi per finanziare la produzione della pellicola: abbiamo anche realizzato delle magliette e alcuni gadget di qualità che verranno donati per incentivare le adesioni, in modo che resti un ricordo tangibile e un ringraziamento per la donazione.

Ci rivolgiamo a chiunque: imprese, privati, artisti e alla stessa società nerazzurra per dare la luce a questo lungometraggio che ci piacerebbe, sognando, potesse un giorno entrare nell’antologia del genere.
Le risorse per produrre arte in Italia oggigiorno non abbondano di certo e quella del crowdfunding nel campo artistico credo sia un’ottima alternativa per tenere vivo il settore (uno dei principali nel nostro Paese) e per generare occupazione a sua volta. Per la produzione di Mourì infatti sarebbero necessarie circa 300 persone fra professionisti, tecnici, maestranze etc.

La cifra necessaria per la produzione del film è ragguardevole: considerando il cast artistico di rilievo che si vuole dare al film (una pretesa in linea con l’ambizione di ogni regista), l’ambientazione del film, i costi fissi, i costi di produzione e spedizione dei premi utilizzati per la raccolta fondi, etc… dobbiamo cercare di raccogliere qualcosa come 900.000 euro (ma è anche vero che Thoir dice che ci sono 263 milioni di tifosi interisti nel mondo, giusto?). Non è ancora mai stata raccolta una cifra così ingente per una produzione cinematografica in Italia attraverso il crowdfunding, e per questo cercheremo di realizzare un prodotto di qualità commisurato alla cifra verrà raccolta; se adesempio le donazioni dovessero essere esigue si girerà un cortometraggio o un mediometraggio. In questo caso alcune delle donazioni elargite e che prevedevano un premio strettamente correlato alla produzione di Mourì (esempio: partecipazione alla scena di massa), verranno restituite.

Perché proprio “Mourì”?

Si tratta anche di un gioco di parole, ma tutti capiranno quale una volta davanti allo schermo…

LA TRAMA

LA STORIA DI UNA LUNGA ATTESA 22 maggio 2010: Alberto Vento, classe anni’30, è davanti alla tv. Ferroviere in pensione, Alberto è cresciuto tra le bandiere rosse e quelle neroazzurre, tra l’impegno politico e il calcio. La sua vita è stata scandita dalle punizioni a “foglia morta” di Mariolino Corso e dalle galoppate sulla fascia di Facchetti. Il giorno in cui nacque suo figlio Giacinto, così chiamato in onore di Facchetti appunto, Alberto era davanti alla tv a guardare la partita di Coppa dei Campioni e quando nacque suo nipote Eliseo, era sempre davanti alla televisione a festeggiare lo scudetto conquistato dall’Inter di Trapattoni. Per Alberto l’Inter non è mai stata una squadra di calcio per la quale fare il tifo, per Alberto, l’Inter, è sempre stata una ragione di vita. Mourì è la storia di una famiglia: di un padre, di un figlio e di un nipote, di Alberto, di Giacinto e di Eliseo; ma è anche la storia di grandi donne.

Alessandro Zizzo
Alessandro Zizzo

E’ un film sul calcio che non parla di calcio. Un film su un legame forte tra un nonno e suo nipote; un film su chi non ha il coraggio di affrontare la vita, di prenderla a morsi e rimanda, rimanda, rimanda a domani ogni decisione. E’ un film su un candidato sindaco che sviene sul palco, proprio nel momento in cui deve pronunciare il suo discorso elettorale. E’ un film su un ragazzo, Eliseo, che se ne va girando per la sua Correggio, spinto dal Vento, quel cognome che si porta addosso e che paradossalmente lo imprigiona sotto i portici di un paese dal quale non riesce a staccarsi per fuggire e quindi crescere… Ma “Mourì” è soprattutto la storia di una lunga attesa: l’attesa di un uomo venuto da Setubal, che a un certo punto della sua vita, decise di sbarcare a Milano, di sedersi su una panchina e di vincere tutto quello che c’era da vincere. Mourì è sessant’anni d’Italia, tra festeggiamenti, cortei, funerali, nascite, matrimoni, divorzi, comizi, donne, amore, sesso, tradimento, fascismo, comunismo, l’Inter, la Juve, il Milan, l’Emilia, Correggio, Ligabue, la musica, la radio e il vento.

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