Oria, una fiaccolata per dire “no” agli ulivicidi e alla prepotenza dello Stato – foto e video

Al mio negozio new luglio 2015

 

Sono arrivati soprattutto da fuori, questa sera, per dire “stop” all’abbattimento degli ulivi e “no” a uno Stato di polizia che, pur di abbatterli, calpesta i più elementari diritti garantiti dalla Costituzione della Repubblica. Numerosi gli attivisti del Leccese, peraltro organizzatori della fiaccolata partita dal piazzale del municipio e giunta in contrada Frascata, dove lo scorso 7 luglio sono stati fatti fuori 45 alberi e ad altri 9 la stessa sorte era toccata due mesi e mezzo prima.

La politica locale, con in testa il sindaco Cosimo Ferretti e l’assessore Umberto Peluso, ha tutto sommato risposto “presente”. C’erano anche diversi consiglieri comunali, ma non tutti, sia di maggioranza che di opposizione e poi gente impegnata in politica tanto a destra quanto a sinistra. Ché, si sa, questa battaglia non ha particolari colori: si tratta, in fondo, di proteggere un patrimonio storico e ambientale di valore inestimabile, fosse anche solo un patrimonio di tipo affettivo. Con le radici, non solo quelle degli ulivi, non si scherza affatto né si fa i prepotenti.

L’appuntamento era per le 17,30 e la gente giunta da fuori è stata puntuale, meno i residenti, in netta minoranza come testimonia anche il filmato che qui proponiamo.

Di questo si è lamentato anche il primo cittadino: «Il sindaco rappresenta l’intera città – ha detto – ma non posso che rammaricarmi per la scarsa partecipazione dei miei concittadini».

L’hanno pensato e detto un po’ tutti quelli che, nonostante un caldo torrido, hanno tenuto a esserci e a percorrere per intero i circa quattro chilometri che separano la casa comunale dal presidio “Oria Resiste” lungo la strada provinciale che collega Oria e Carosino.

Tra loro, oltre duecento anime in pena per gli ulivi e per la canicola, anche molte donne e anche anziani e bambini, famiglie con cani al seguito. La loro testimonianza è stata, se possibile, ancora più significativa: i legami che si tramandano, gli affetti umani e per la terra in cui si vive che si perpetuano.

Il serpentone di gente è arrivato a destinazione attorno alle 20, 15, con il sole già basso nel cielo, indefesso e inneggiando a madre natura e ai crimini immani perpetrati qui appena qualche giorno addietro, crimini che si spera possano non ripetersi più.

Non resterà certamente l’unica iniziativa del genere, questa, poiché i collettivi di “Resistenza” del Salento sono iperattivi e mai domi. Nei prossimi giorni si manifesterà anche più giù, in fondo al tacco d’Italia e lì sì, la partecipazione si prevede ancora più massiccia. Chissà se ci andrà anche qualcuno di Oria. Difficile, ma non impossibile. Intanto, è giusto ringraziare per l’interessamento e l’organizzazione. Oria resiste (?).

 

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