Oria, Billy: cane da caccia rifiutato perché non vuole cacciare. Ora rischia la strada

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Billy è un cane che ha la caccia nei geni e nel nome, quello della sua “razza”. I setter inglesi sono stati creati per quello. Alla lettera. “Set” sta per “puntare”. Puntare la preda. E sono il frutto di sapienti incroci realizzati per farne infallibili strumenti venatori. Lui però non lo sa. E se ne frega. Billy del nome della sua razza, dell’esperimento genetico realizzato per renderlo uno strumento di morte semplicemente se ne infiscia. Vuole vivere e lasciar vivere. Vuole giocare, mangiare e dormire. E’ un inconsapevole rivoluzionario, che si ribella a quel destino scritto nel suo Dna. E i ribelli, ai padroni, non piacciono. Mai. Per questo Billy, che un predatore non ha voluto mai esserlo, è stato abbandonato dal suo padrone.

11825956_1042747585771465_5869751562686603539_nHa sei, forse sette mesi. E attualmente si trova a Oria. Per strada ci è finito perché il suo padrone lo ha rifiutato e abbandonato, non ritenendolo uno strumento utile alla sua passione. La caccia appunto. La sua storia è raccontata da Roberta, di Bari, amante degli animali, alla ricerca di una casa per il cacciatore che non vuol cacciare. “Attualmente – spiega Roberta – si sta occupando di lui una famiglia milanese in Puglia per le vacanze che verso fine mese dovrà rientrare. Pare non ci sia affatto la possibilità che le persone che adesso lo stanno accudendo decidano di portarselo a Milano, per cui Billy rischia fortemente di finire per strada o, peggio, in un canile lager.

“Io, Roberta, sono direttamente coinvolta e mi sono resa disponibile in quanto tutto ciò che vi sto riferendo mi è stato detto da un cliente del bar in cui lavoro, persona sensibile e affidabile, di cui ho il contatto telefonico (e lui, a sua volta, fa da tramite tra le persone che sono ad Oria e me/noi). Inutile che vi stia a pregare, sono certa che farete il possibile! Passate parola please”. Passiamo parola.

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