Quest’anno a Francavilla una festa della Madonna

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Foto: Antimo Altavilla
Piazza gremita e spettacolo pirotecnico all’ombra dell’Orologio. Foto: Antimo Altavilla

I francavillesi, si sa, tengono in maniera particolare alla festa in onore della Madonna della Fontana, da sempre tradizionale spartiacque tra il periodo di rilassamento estivo e la ripresa degli affanni quotidiani (anche politici) autunnali prima, invernali poi.

Siccome l’appuntamento è particolarmente sentito, in passato non sono mancate critiche nei confronti degli organizzatori, che sono in sostanza il Comitato da una parte, il Comune dall’altra. Numerosi, invece, quest’anno gli apprezzamenti nei confronti del sindaco Maurizio Bruno, oltre che della sua amministrazione, e del presidente del Comitato Giovanni Carlucci, scelto lo scorso anno proprio dal primo cittadino.

Dopo le critiche per un cartellone eventi estivo al di sotto delle aspettative e degli annunci primaverili, dopo i raffronti con i programmi d’intrattenimento dei centri limitrofi (Ceglie Messapica in primis), insomma, stavolta sulla qualità degli eventi civili a latere di quelli religiosi – per quello stridente mix tra sacro e profano che nella Città degli Imperiali, Settimana Santa docet, tanto piace – pare che nessuno abbia granché da dire, giacché complimenti sono giunti persino da esponenti delle opposizioni.

Chi non si è sprecato in lodi sperticate o solo sincere, ha comunque scelto di starsene in silenzio e probabilmente di godersi lo spettacolo. Uno spettacolo cominciato sabato 12 settembre che ha coinvolto finora tantissima gente, giunta a Francavilla Fontana anche dai comuni vicini. Uno spettacolo che, dopo i concerti bandistici, quelli folcloristici, le luminarie artistiche, i fuochi d’artificio e il tipico struscio delle grandi occasioni – con uno sguardo rivolto anche al Sociale: i soldi in più saranno devoluti alla Caritas – stasera si appresta a concludersi con un “colpo scuro” niente male, che identifica alla perfezione i gusti musicali del sindaco Bruno: il concerto dei Nomadi, quelli veri, nel piazzale della chiesa madre, dopo che lo scorso anno lo stesso primo cittadino – fan sfegatato – aveva ospitato la cover band ufficiale del gruppo per festeggiare la sua vittoria elettorale.

Insomma, non che in quattro giorni quattro i problemi, quelli seri ed endemici della città, siano stati risolti, ma l’impressione è che per 96 ore Francavilla e i francavillesi siano almeno riusciti nell’impresa di non pensarci. Roba da “panem et circenses“, forse. Tuttavia, pure quello serve per poter dire, con un pizzico d’orgoglio, che sì, anche questa è, sa essere la Città degli Imperiali. Al di là delle divisioni dettate da questioni personali o, per restare in tema, di “parrocchia”.

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