Francavilla, il sindaco gli cambia la commissione e il consigliere si dimette dalla nuova presidenza

L'igegnere Angelo Di Noi
L’igegnere Angelo Di Noi

Il sindaco lo ha “declassato” spostandolo da una presidenza a un’altra e il consigliere si è dimesso dalla seconda presidenza affidatagli.

Si parla di Maurizio Bruno e Angelo di Noi. Quest’ultimo era stato nominato presidente della VI commissione consiliare Urbanistica e Ambiente e nei giorni scorsi è stato invece destinato a quella Personale e Verde pubblico.

«Non risulta che lo scrivente abbia sin qui assolto con negligenza o incompetenza l’incarico conferitogli, considerato che non sono mai giunte sollecitazioni o comunicazioni in tal senso», replica di Noi in una nota inviata allo stesso primo cittadino, ai capigruppo e al segretario generale del Comune.

«A giustificazione del cambio – prosegue di Noi – nelle premesse la S.V. ha riportato: “considerata l’opportunità dopo questo primo periodo di amministrazione di rivedere l’odierno assetto delle Presidenze delle commissioni consiliari”, quasi a far pensare ad una rotazione generale dei Presidenti.

E ancora: «E’ non precisamente databile il “primo periodo di amministrazione”, ovvero non è chiaro se riferito alla data di prima nomina di presidente di commissione risalente a più di un anno fa, o al recentissimo decreto di conferma dell’assetto risalente ad appena qualche mese fa.

Detto provvedimento, invece, è del tutto riconducibile alla frase rivoltami: “ti tolgo la presidenza della commissione urbanistica ed ambiente” proferita in occasione di discordanze di vedute circa mancati finanziamenti, che avrebbero a mio avviso, avuto importanti e positive ricadute sul bilancio comunale e consequenziale riduzione di tasse a carico dei cittadini.

Purtroppo tale decreto sindacale lo interpreto, non solo come un atto di rivalsa verso un presidente di commissione che ha avuto il compito di discussione “preventiva” e non “postuma” ai temi di propria competenza, ma come un “modus operandi” che si ripercuote pesantemente su di una intera comunità.

Ciò premesso, intendendo la “circoscritta” rotazione come un fatto di sfiducia personale, assolutamente non accettabile dallo scrivente, che pertanto rinuncia alla carica di presidente della V^ commissione, rimettendo nelle mani dell’organo politico la disponibilità ad operare quale componente di commissione, certamente in relazione alle proprie conoscenze e competenze».

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