Francavilla, 4 arresti dopo il pestaggio: nomi e foto. All’origine, un furto di Lsd

conferenza stampa pestaggio francavilla

Ci sarebbe una partita di Lsd, in particolare alcuni “francobolli” della sostanza stupefacente, all’origine del pestaggio ai danni del 25enne V.B. di Bari (ma originario di Andria) avvenuto due settimane fa, l’8 ottobre, a Francavilla Fontana, tra piazza Matteotti (stazione) e la zona industriale, dove la vittima è stata abbandonata completamente denudata e agonizzante.

Il barese, come spiegato nel corso della conferenza stampa, a luglio scorso si sarebbe impossessato della droga sintetica – valore 150 euro – nel corso di uno dei tre rave organizzati dal gruppo l’estate passata tra le province di Brindisi e di Lecce.

Dopo quel furto, il 25enne è sparito. Gli altri, però, se la sono legata al dito e hanno trascorso tutto questo tempo a cercare informazioni su di lui. Quando l’hanno individuato, hanno messo a punto un piano perfetto in ogni minimo dettaglio criminale. Hanno contattato una ragazza di Francavilla Fontana – Miriana Sportillo, di 19 anni – e le hanno chiesto se fosse disponibile, in cambio di soldi, a fare da esca.

Quest’ultima non ci ha pensato su due volte e si è prestata al gioco. Ha preso appuntamento nella sua città con il 25enne di Bari, ma una volta che questi è arrivato in auto con un amico è immediatamente scattata la trappola dell’aggressione punitiva e selvaggia.

Contro di lui, bastonate, frustate con catene, pugni, calci, morsi e chi più ne ha, più ne metta. Persino un pitbull e il tentativo di violenza sessuale di gruppo non andato a buon fine solo perché le auto circolavano nel piazzale della stazione dando non poco fastidio.

Il malcapitato, in seguito alle sevizie, è stato scaricato nell’area Pip a lottare tra la vita e la morte e, dopo tutta una serie d’interventi chirurgici ricostruttivi (naso, orecchio, mandibola) è stato dimesso solo da un paio di giorni dall’ospedale Perrino di Brindisi.

Le foto degli arrestati
Le foto degli arrestati

L'orecchio sinistro della vittima dopo l'aggressione
L’orecchio sinistro della vittima dopo l’aggressione

I carabinieri in forza alla compagnia di Francavilla Fontana e i colleghi del comando provinciale di Brindisi – sotto la guida del capitano Nicola Maggio, del tenente Roberto Rampino e del colonnello Nicola Conforti – si sono messi subito sulle tracce degli aggressori dopo aver analizzato i filmati delle telecamere di sorveglianza dislocate lungo il percorso da loro seguito.

Da lì sono emersi modello – una Peugeot 205 cabriolet – e targa dell’auto, oltre a una donna con i capelli rossi. Si è scoperto che, a parte l’esca, tutti gli altri vivevano al Nord e avevano dei nomignoli: “Il lampadina”, “la Sprilli”, “Il Diavolo”. Quest’ultimo, originario di Lecce, dopo l’aggressione si è rifugiato nella stazione di Bologna, dove ha vissuto per almeno una settimana.

Non è stato semplice per gli investigatori addentrarsi, nel corso delle indagini, in un mondo quasi parallelo – quello dei rave e di chi li organizza e frequenta – nel quale spesso neppure tra loro la gente si conosce, se non appunto per via dei soprannomi.

Inoltre, il rischio di perdere ogni traccia dei sospettati era altissimo poiché nessuno di loro ha fissa dimora. Alla fine, però, grazie anche alla collaborazione con i colleghi settentrionali, gli uomini dell’Arma sono riusciti a ricomporre in tempi da record l’intero puzzle e oggi hanno arrestato, in esecuzione di altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Brindisi Maurizio Saso dietro richiesta del sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, i quattro autori dell’efferato crimine. Solo alla francavillese sono stati concessi i domiciliari, mentre per gli altri tre si sono schiuse le porte delle carceri di Brindisi (per i due uomini) e di Lecce (per la donna).

Per il procuratore capo di Brindisi, Marco Dinapoli, in questa storia il disagio giovanile non c’entra: si è trattato, a suo dire, di un piano criminoso in piena regola, simile in tutto e per tutto a quelli delle organizzazioni malavitose. Un piano per il quale ora dovranno fare i conti con la giustizia il 34enne Andrea Gennari di Tradate (Varese) alias “Pasquale o Gigi Lampadina”, la 30enne Roberta Zangoli di Rimini alias “La Sprilli”, il 20enne di Lecce Antonio Monaco alias “Tiavulu” e la 19enne di Francavilla Miriana Sportillo.

Miriana Sportillo
Miriana Sportillo
Andrea Gennari "Il Lampadina"
Andrea Gennari “Il Lampadina”
Roberta Zangoli "La Sprilli"
Roberta Zangoli “La Sprilli”
Antonio Monaco "Il Diavolo"
Antonio Monaco “Il Diavolo”

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