Paiano (Prc) replica all’ex assessore Voccoli: «Latitante e attaccato alla poltrona»

Qui di seguito, la replica del segretario Prd Mario Paiano alla dura lettera con cui l”ex assessore Stefano Voccoli si è congedato dal partito dopo le dimissioni dalla giunta del sindaco Maurizio Bruno:

La lettera indirizzata “ai compagni” da parte dell’ex assessore Voccoli, ma in realtà apparsa oggi sulla stampa (Non è stato l’avvocato Voccoli a inoltrarla, Ndr), delinea perfettamente il profilo del personaggio, capace di gettare fango pubblicamente sul Partito in cui ha militato per anni e su chi in questo anno e mezzo lo ha difeso sempre, mettendoci la faccia anche a costo di subire gli attacchi dei cittadini insoddisfatti per il lavoro dallo stesso svolto nel ruolo di assessore, in cui evidentemente non ha particolarmente brillato.

Il Sig. Voccoli, spesso latitante, non si sarà accorto in questo anno e mezzo d’essere stato costantemente attaccato e maltrattato durante le riunioni di maggioranza, in primis dallo stesso Sindaco a cui mostra oggi tanta fedeltà, il quale ha più volte minacciato di cacciarlo via a pedate, come solo un uomo tanto arrogante sa fare.

Francamente, alla luce della pubblicazione di una presunta nota privata e diretta al Partito, mi rammarico di aver preso più volte le sue difese.
Probabilmente la vis polemica dell’ex assessore Voccoli deriva dalla volontà di rimanere incollato alla poltrona assessorile, forse dimenticando di non essere lì seduto per opera e virtù dello Spirito Santo, ma perché espressione di un Partito politico in cui la democrazia interna è la prima regola e le decisioni vengono prese a maggioranza!

Mario Paiano, segretario Prc Francavilla Fontana
Mario Paiano, segretario Prc Francavilla Fontana

Nella sua nota l’ex assessore parla di appiattimento del Partito sulla linea del Segretario (di cui evidentemente ha dimenticato il nome nel frattempo) e del consigliere Modugno, ergendosi così a detentore della verità assoluta sul nodo amministrativo da sciogliere e in barba ai principi democratici che regolano la vita del Partito; infischiandosene, cioè, del fatto che la decisione di uscire dalla maggioranza è stata messa ai voti durante una riunione in cui solo il Sig. Voccoli ha esposto (legittimamente e senza alcun impedimento) una diversa linea da seguire che nessuno, però, ha sposato. Insomma, tanti voti contro uno.
Ma quell’uno avrebbe voluto decidere di testa sua!

Tra l’altro la sua nota è tanto più contraddittoria quando chiede di “cercare una soluzione condivisa con SEL”, se si pensa che, già la mattina della menzionata “telefonata” fatta dal sottoscritto al Sig. Voccoli, sia il PRC sia SEL avevano annunciato la propria uscita dalla maggioranza. Insomma, non c’era null’altro da attendere e/o concordare.

Ora, chi legge mi scuserà per l’assurdità di dover parlare di una telefonata intercorsa tra me e il Sig. Voccoli (della quale solo noi due potremmo dire realmente come siano andate le cose, motivo per cui l’ex assessore avrebbe fatto bene a tacere sul punto), ma mi corre l’obbligo di farlo per il rispetto che ho per i compagni e gli amici che a differenza del Sig. Voccoli nutrono una profonda stima nei miei confronti.

Durante questa telefonata, fatta la mattina in cui sono venuto a conoscenza delle dimissioni dell’Arch. Roberta Lopalco, con PRC e SEL già ufficialmente fuori dalla maggioranza e una riunione di giunta prevista per le ore 9:00 (riunione a cui il Sig. Voccoli ha partecipato), nel mio ruolo di Segretario cittadino del PRC e in linea con quanto espresso dall’assemblea degli iscritti, mi sono permesso di telefonare all’Assessore Voccoli per chiedergli quali fossero le sue intenzioni, ricordandogli che il Partito si era espresso molto chiaramente sul punto già qualche giorno prima.

In risposta, il Sig. Voccoli mi ha comunicato di ritenersi libero di scegliere secondo propria coscienza, infischiandosene delle indicazioni del Partito e preannunciando di non voler essere più accostato al PRC francavillese. Bontà sua! Il resto è storia, o lo sarà.

Ritornando poi al bando relativo ai tributi comunali, la ricostruzione pretestuosa dei fatti relativi alla vicenda dei quattro lavoratori CERIN su cui si è effettivamente consumato lo strappo politico con il PD (e non sul circo come afferma, capziosamente, il Sig. Voccoli per delegittimare la linea del Partito!) è al limite del paradosso; se qualcuno a Francavilla volesse avere le idee più chiare sul tema, su cui molti scienziati della politica locale hanno speso, in questi giorni, parole da decriptare, può rivolgersi ai diretti interessati così da poter magari conoscere le “verità nascoste” che fanno di questa vicenda una porcata senza pari e per questo inaccettabile per un partito che si dica Comunista, o anche solo di Sinistra.

La questione della salvaguardia dei lavoratori non è certamente una questione programmatica, ma è una questione politica gravissima, soprattutto se affrontata con i metodi e l’arroganza con cui è stata affrontata dal Sindaco e da alcuni esponenti del PD. Peraltro, preso atto che un accordo con NCD è pronto da un pezzo ed è emerso alla luce del sole proprio il giorno in cui si discuteva in Consiglio comunale circa il ritiro del predetto bando, il PRC ha capito, quasi all’unanimità, che sarebbe stato impensabile restare al governo della città a queste condizioni.

Nessun cambiamento reale è stato avviato in questi mesi, ma solo proclami lanciati sui social network e poco più.
Ho riflettuto, infine, come richiesto dal Sig. Voccoli, sulla mia “storia” politica e, conscio di non essere un politico di professione, la mia memoria va agli anni della militanza sempre e solo nel PRC, dal 2003 al 2005, quando sono stato per un breve periodo Coordinatore dei GC; al periodo in cui fondammo il centro socioculturale “Cento Passi” con i compagni del Partito, Emanuele Modugno in primis, e qualche amico; penso anche agli anni passati nel ruolo di animatore sociale all’interno dell’Arciragazzi, un’esperienza che mi ha formato come poche altre; penso al mio ritorno nel PRC, in sordina e senza alcuna pretesa d’avere qualche ruolo particolare, se non quello di militante; penso al ruolo da Segretario che mi è stato affidato all’unanimità dai compagni del Partito, compreso lo stesso Sig. Voccoli che solo oggi infanga il mio nome, la mia intelligenza e pone delle pregiudiziali sulla mia breve storia politica. Insomma, nulla di cui vergognarmi.

Detto questo, il Sig. Voccoli sì che dovrebbe vergognarsi per gli attacchi rivolti al compagno Emanuele Modugno, bandiera del PRC e simbolo di una vita passata in trincea dalla parte dei più deboli, un uomo dalla lunga storia politica sempre dalla stessa parte che non si è mai venduto a nessuno, sempre coerente con i propri ideali.
Un ultimo saluto al compagno Voccoli, con profonda disistima.
Mai servi. Adieu!

Mario Paiano
Segretario PRC Francavilla Fontana

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