Ne rifiutarono il ricovero e la paziente entrò in coma: la Procura apre un’inchiesta

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Le rifiutarono il ricovero in ospedale ritenendo che sarebbero state sufficienti le cure del medico di famiglia: una donna di 54 anni di Fasano è ora in stato di coma neurovegetativo e il marito vuol sapere se invece poteva essere salvata.
Il pm Savina Toscani, della Procura di Brindisi, ha aperto un’inchiesta e ha fatto sequestrare le cartelle cliniche dei vari ospedali nei quali la donna ha affrontato la sua via crucis. Attualmente è ricoverata in una struttura di Noci specializzata nell’assistenza a pazienti in stato vegetativo.

La storia inizia nel mese di febbraio dello scorso anno quando la donna viene accompagnata con febbre altissima al pronto soccorso dell’ospedale di Fasano dove però il medico ritiene che la situazione non sia particolarmente grave e la rispedisce a casa.
Il suo medico curante, preoccupato, insiste e così il marito la accompagna all’ospedale di Ostuni dove viene visitata e consigliato il ricovero. Proprio all’ospedale Umberto I di Fasano.

Dopo qualche giorno la situazione peggiora e la donna viene trasferita prima a Manduria, dove le viene diagnosticato uno choc settico e poi al Policlinico di Bari dove il 6 marzo viene dichiarata in coma neurovegetativo.

Quindi il trasferimento nella struttura di Noci perché la situazione clinica è considerata irreversibile. Non c’è alcuna possibilità che la paziente si riprenda.
Da qui la denuncia del marito e il grande dubbio: tutto ciò poteva essere evitato se quella sera di febbraio la donna fosse stata ricoverata subito in ospedale a Fasano invece di essere rimandata a casa?

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