Curto: «Sui defibrillatori il pessimo sindaco Bruno ricatta le società sportive»

Si riceve e pubblica:

A Bruno glielo dico per l’ultima volta: non defletterò, né allenterò la presa (politica) su di lui fino a quando continuerà a fare il sindaco così come lo sta facendo, cioè molto male!

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Euprepio Curto

Nei primi diciotto mesi del suo mandato ha collezionato una serie impressionante di errori macroscopici a cui è pervenuto non solo a causa della sua incultura politica e amministrativa, ma anche a causa della presunzione e arroganza con cui sta interpretando il ruolo di sindaco pervenutogli grazie al biasimevole contributo di parti politiche formalmente avverse alla sua.

Ma poiché il lupo notoriamente perde il pelo ma non il vizio, anche in questo caso Bruno ha tentato di manipolare a proprio uso e consumo le mie dichiarazioni, che, per onore di verità, essendo state dolosamente travisate, ho il dovere di ribadire e di riassumere per sintesi.

Intanto non ho mai messo in discussione l’obbligo da parte delle società sportive di dotarsi di un defibrillatore, in ottemperanza alle disposizioni del Decreto Balduzzi.

Ho invece, censurato, e continuo a farlo, l’abuso consumato da una Amministrazione comunale che “obbliga le società sportive a donare un defibrillatore alle Scuole ospitanti”.

Capisco le difficoltà, ormai conclamate, di Maurizio Bruno a gestire la lingua di Dante. Ma la contraddizione tra il concetto di donazione, per sua natura atto di generosità, libero e volontario, e i termini di “ impegno” e “obbligo” utilizzati in Convenzione, è talmente stridente da non ritenere necessaria l’iscrizione all’Accademia della Crusca per comprenderne l’effettivo significato.

La verità è che questo simulacro di Amministrazione Comunale, solo a parole aperta al sociale, mentre sperpera infruttuosamente decine e decine di migliaia di euro, scarica sulle spalle dei privati – siano esse aziende benemerite o associazioni sportive dilettantistiche – non solo gli oneri a queste ultime spettanti, ma anche quelli che dovrebbero ricadere sull’Ente locale in conseguenza alle proprie funzioni istituzionali.

Cosicché, se, ad esempio, l’Associazione sportiva dovesse decidere di spostare la propria attività in altra sede o in altro istituto, dovrebbe essere onerata dell’acquisto di un altro defibrillatore. Una vera e propria assurdità ai danni di società dilettantistiche che si reggono sul volontariato.

Bruno dice: “la Convenzione è stata accettata da parte delle altre Società sportive”. Falso! Per quel che ne so, quello schema di Convenzione è stato subìto. E se non c’è stata reazione, tutto ciò è avvenuto solo per il timore di quelle ritorsioni (politiche) di cui questa A.C. sta dimostrando di essere maestra nello stesso momento in cui dispone la revoca della Convenzione. Un ricatto vero e proprio!

Bruno, infine, mi invita a frenare la furia inquisitoria! Disponibile, a patto che lui faccia bene il Sindaco! E questa sì che è effettivamente una cattiva provocazione.

Avv. Euprepio Curto
Consigliere Comunale “Progetto per l’Italia”

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