A Oria un centro per demenza e Alzheimer: primi in Puglia

uffici sanitari via frascata oria

Cosimo Ferretti
Il sindaco Cosimo Ferretti

Sarà finanziato per la maggior parte dalla Regione, con 700mila euro, il “centro diurno integrato per il supporto cognitivo e comportamentale ai soggetti affetti da demenza”, che sorgerà nei terreni pubblici attigui agli attuali uffici sanitari. La restante porzione d’investimento, di 150mila euro, se l’accollerà invece il Comune di Oria, che ha colto la palla al balzo e, primo dell’Ambito territoriale Brindisi 3 di Francavilla Fontana e primo dell’intera Regione, è riuscito a ottenere una valutazione di 76,67 punti. Niente male, insomma.

Glauco Caniglia, presidente del Consiglio comunale di Oria
Glauco Caniglia, presidente del Consiglio comunale di Oria

La struttura, che sarà realizzata ex novo, potrà rappresentare un centro d’eccellenza per l’intero circondario, dato che nessun altro progetto di questo tipo sarà ulteriormente finanziato. La stessa Città degli Imperiali, per esempio, potrebbe presentare una proposta per le disabilità fisiche e non, dunque, per quelle specificamente indicate dal Comune di Oria. Il centro richiederà lavori per circa due o tre anni, ma l’amministrazione guidata dal sindaco Cosimo Ferretti è già all’opera per accelerare quanto più possibile i tempi.

Il presidente del Consiglio comunale Glauco Caniglia, che a suo tempo ha portato la questione nelle assise e che, seppure nel rispetto del suo ruolo istituzionale, l’ha seguita in prima persona, si dichiara soddisfatto: «Siamo arrivati primi – dichiara – e questo dimostra una nostra particolare attenzione nei confronti del Sociale, ora non ci resta che restringere al massimo i tempi per la firma del disciplinare di gara». Una volta a regime, il centro si sosterrà in qualche modo autonomamente, nel senso che fondamentali saranno le rette dei pazienti. Siccome ospiterà un servizio a elevata intensità socio-assistenziale, il 70 per cento di esse se lo potrebbe accollare la Asl, mentre il restante 30 ricadrebbe sulle famiglie dei pazienti o, nel caso di particolari e conclamate difficoltà economiche, sul Comune.

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