Nuove farmacie, il Tar boccia il ricorso della Regione per “carenza d’interesse”: era inutile

Foto Stock - Farmacia

Si conferma una delicata, e già piuttosto lunga, partita a scacchi quella che concerne la destinazione di una delle due nuove farmacie a Francavilla Fontana: nei giorni scorsi, il Tar di Lecce ha dichiarato inammissibile “per carenza d’interesse” il ricorso presentato dalla Regione Puglia contro il Comune degli Imperiali e l’Asl di Brindisi per l’annullamento delle due delibere – una di giunta e l’altra di Consiglio – con le quali l’attuale amministrazione Bruno aveva sovvertito quelle precedenti dell’amministrazione della Corte: una delle due nuove sedi sarebbe dovuta sorgere non in via Oria, ma al quartiere San Lorenzo.

Quegli atti del Comune restano dunque in piedi perché in alcun modo pregiudicano la discrezionalità di cui la Regione dispone nell’ambito dell’intero procedimento. In sostanza, con quegli atti il Comune non può ora imporre né aspettarsi alcunché dalla Regione. Quest’ultima dovrebbe però comunque in qualche modo motivare l’eventuale decisione finale di proseguire lungo il percorso (oggetto di contestazione sia tuttora dinanzi al Consiglio di Stato sia in sede penale, dov’è già stata emessa sentenza di primo grado) intrapreso nel 2012, così di fatto ignorando i nuovi atti d’indirizzo non vincolanti emessi dal Comune nel 2014. E l’ipotesi di una motivazione ritenuta insufficiente o carente dai controinteressati potrebbe teoricamente aprire la strada a nuovi contenziosi. Una sorta di cane che si morde la coda.

L’origine della questione, come si ricorderà, è piuttosto semplice pur nella sua complessità. A seguito delle liberalizzazioni varate dall’allora governo Monti, a Francavilla spettarono due nuove sedi farmaceutiche. Si aprì il procedimento e il Comune di Francavilla indicò quali collocazioni “ideali” da una parte via Oria, dall’altra via Madonna delle Grazie. Anche all’epoca non mancarono le polemiche in Consiglio comunale poiché erano in molti – specie fuori dalle istituzioni – a insistere perché almeno una delle farmacie sorgesse nel popoloso quartiere San Lorenzo. Per via Madonna delle Grazie nulla quaestio, ma via Oria è ancora oggi tema di discussione per tuta una serie di ragioni. Al di là della popolosità del quartiere San Lorenzo – e dunque di maggiori carenza/necessità del servizio – via Oria è sensibilmente più lontana rispetto a via Trento, dov’è ubicata la farmacia “San Lorenzo” del dottor Gabriele Rampino, anche presidente provinciale dell’Ordine, e invece più vicina a viale Lilla, dov’è ubicata la “Farmacia del Viale” della dottoressa Maria Teresa Bungaro e a via Regina Elena, dov’è ubicata la “Farmacia Cannalire” del dottor Francesco Cannalire.

Questi ultimi due farmacisti si ritennero penalizzati e, assistiti dagli avvocati Andrea Massimo Astolfi, Annalisa Cecchi e Biagio Francesco Leo, presentarono due ricorsi in primo grado al Tar Lecce e poi in appello al Consiglio di Stato (tuttora in piedi, a giugno si comincerà a discutere nel merito). La Regione, assistita dagli avvocati Sabina Ornella di Lecce e Mariangela Rosato, successivamente presentò il ricorso di cui sopra, cui ha aderì Rampino, assistito dagli avvocati Pier Luigi e Giorgio Portaluri. Un ricorso che lo scorso 19 gennaio (deposito della sentenza in data 14 aprile) i giudici amministrativi hanno di fatto dichiarato inutile. L’assegnazione delle sedi che intanto procede, anche piuttosto speditamente, è peraltro sempre sub judice, come specificato negli stessi documenti della Regione: il rischio per i farmacisti assegnatari di via Oria sarebbe quello di aprire nei termini previsti e di trovarsi poi a dover sbaraccare qualora intervenisse una pronuncia di segno contrario.

Nel frattempo, si è anche celebrato un processo penale il cui primo grado si è concluso, lo scorso 1 febbraio 2016, con la condanna a due anni e quattro mesi di reclusione per Rampino, a un anno e sei mesi per Vincenzo della Corte (ex sindaco di Francavilla) e per Pietro Incalza (ex dirigente dell’Ufficio tecnico) e a un anno per Giuseppe Zullino (ex responsabile dei Servizi finanziari comunali).

Assolti per non aver commesso il fatto, invece, tutti e 13 gli altri imputati, ossia i consiglieri comunali che all’epoca ratificarono il piano predisposto e portato nelle assise: Pietro Iurlaro, Cosimo Di Maria, Luigi Vitali, Giovanni Passiatore, Antonio Sgura, Massimiliano Cozzi, Eupreprio Di Castri, Michele Iaia, Cosimo Sarli, Carmine Calò, Vincenzo Petronelli, Tommaso Attanasi e Angelo Della Porta. Caduta per tutti l’accusa di falso ideologico, il pubblico ministero Valeria Farina Valaori aveva chiesto due anni e due mesi per gli imputati principali Rampino e della Corte, due anni per Incalza, un anno e otto mesi per Zullino e sei mesi per tutti gli altri, contestando a vario titolo a tutti l’abuso d’ufficio. Ora la vicenda proseguirà in appello.

 

 

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