Il disagio degli studenti: «La biblioteca deve “vivere”: estensione dell’orario e Wi-Fi libero»

La biblioteca comunale di Francavilla, spesso chiusa
La biblioteca comunale di Francavilla, spesso chiusa

Qui di seguito l’interessante segnalazione, premessa compresa, di uno studente francavillese, anche a nome di altri, riguardo la situazione della biblioteca comunale:

(PREMESSA: non so se pubblicherete questa segnalazione, ma spero di sì. So che possa sembrare inusuale ricevere e soprattutto pubblicare una segnalazione anonima, ma confido nella vostra grande libertà di opinione e parola, soprattutto nel campo culturale. Ci tengo a specificare che la segnalazione non ha valenza politica e si svolge con toni garbati e non polemici).

“Salve, sono uno studente di Francavilla Fontana che come tanti altri cerca di evadere dalle quattro mura casalinghe per trovare un poco di serenità, la quale può essere raggiunta attraverso la frequentazione assidua della biblioteca comunale.
Parlo a nome mio e di altri studenti desiderosi di poter vedere realizzato un sogno nella città di Francavilla, sogno che per quasi tutti i comuni del resto d’Italia è già una vincente realtà.

Quello che vorremmo è molto semplice:

1. Il tanto atteso spostamento al Castello Imperiali (ricordiamo il proclama del sindaco Bruno: https://www.lostrillonenews.it/2015/04/16/francavilla-bruno-trasferiamo-la-biblioteca-al-castello-andrisano-una-sede-distaccata-della-polizia-locale-al-sedile)

2. In mancanza di ciò, l’estensione e il miglioramento degli orari dell’attuale biblioteca Calò in piazza Dante. Al momento, infatti, essa è aperta solo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 30 e dalle 16 alle 18:30 soltanto il giovedì. Chiediamo di estendere gli orari al pomeriggio (15 -19 30) e di ampliare quelli della mattina (8 e 30 – 13).
3. Ci risulta assurdo che una biblioteca non disponga di un Wi-Fi libero (ci sono solo due postazioni internet per un utilizzo massimo di 30 minuti).

Senza alcuna polemica, ma nei soli interessi degli studenti francavillesi, i quali spesso tornano nella propria città dopo interi mesi in realtà diverse e più sviluppate, sperando invano di trovare un ambiente adatto alle loro esigenze anche nei luoghi in cui hanno trascorso la maggior parte dell’esistenza”.

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