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Cagnolino investito da un’auto pirata nell’indifferenza generale e soccorso dai volontari

cane-investito-oriacane-investito-oria-1Via Giacinto d’Ori, in pieno centro oritano è stata teatro ieri mattina di una “indicibile nefandezza”, come raccontano i volontari della Lega Nazionale del Cane: intorno alle 10, un cagnolino di piccola taglia, forse randagio ma “adottato” come trovatello dai residenti nel quartiere in cui gironzola (il veterinario sta accertando la presenza di un eventuale microchip) è stato investito da un’auto pirata.

Un passante si è reso conto poco dopo dell’animale che, riverso sull’asfalto, respirava a fatica nell’indifferenza generale e, allarmato, stando alle testimonianze, ha provato invano a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Così, sempre più preoccupato per le condizioni del cane, ha telefonato ad uno dei volontari della Lega, Vito Albano, il quale è tempestivamente intervenuto assieme alle sue colleghe Antonietta Perrucci e Bianca Memmola. I due hanno constatato le ferite e lo stato di shock del quadrupede e hanno subito mobilitato il veterinario, Angelo Lobello di Francavilla Fontana, che tuttora si sta prendendo cura del piccolo paziente.

I volontari ricordano come qualcosa di simile fosse già accaduto soltanto una settimana fa, e come anche in quell’occasione i passanti si fossero mostrati omertosi. Occorre segnalare, inoltre, che l’omissione di soccorso agli animali è reato secondo il Codice della Strada, articolo 189 comma 9 bis: «L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi fanno a uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, ha l’obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno».

Ora il cagnolino sta leggermente meglio, anche se per lui si sospetta un’emorragia interna e forse una lesione alla spina dorsale. Qualcosa in più potranno dire gli esaami diagnostici cui sarà sottoposto nella giornata odierna. Quando si sarà ripreso del tutto, i volontari sonderanno la possibilità che sia adottato, altrimenti lo porteranno con sé e continueranno a prendersene cura nel rifugio che da poco hanno aperto.

Ilaria Altavilla

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