3 novembre 1996: vent’anni fa il trionfo di “Re Giacomo Leone” alla maratona New York

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Giacomo Leone, sempre nel gruppo dei migliori, sempre tra i vincenti
Giacomo Leone, sempre nel gruppo dei migliori, sempre tra i vincenti

Quel 3 novembre 1996 qualcuno faceva zapping tra i vari canali alla ricerca di una trasmissione tivù che mostrasse cosa stesse succedendo al di là dell’Atlantico. Vent’anni fa anni fa non era ancora molto diffusa la pay tv e bisognava accontentarsi. Quel giorno, incollati davanti allo schermo, furono in tanti a perdere la voce gridando: “Vai, Giacomo, vai!”, incitando come se si trovassero lì, tra quelle migliaia di persone stipate al di là delle transenne, nel cuore di New York. Quel giorno e quella vittoria sono diventati motivo d’orgoglio per ogni francavillese, perché fu proprio un francavillese doc a trionfare sotto la Statua della Libertà, a vincere la maratona delle maratone: Giacomo Leone.

Con i colleghi e amici di sempre: Mimmo Caliandro (vittima di un incidente in moto il 10 giugno 2011) e Ottavio Andriani
Con i colleghi e amici di sempre: Mimmo Caliandro (vittima di un incidente in moto il 10 giugno 2011) e Ottavio Andriani

Venticinque anni e una passione per l’atletica maturata e coltivata sin dai tempi della scuola nella sua città, nel gruppo sportivo delle medie “Vitaliano Bilotta”. E d’allora il Re Leone, com’è poi stato soprannominato, non si è mai più fermato: ogni pomeriggio, un gruppo di ragazzi guidati da Piero Incalza si incontrava sotto casa di Giacomo, si cambiava da lui, e poi usciva fuori a macinare chilometri e chilometri, non per vincere – o, almeno, non solo per quello – ma per il piacere di correre, tra le stradine polverose di campagna e persino sfidando condizioni climatiche avverse, a volte impossibili.

E anche se la strada era sempre in salita, e le salite per un maratoneta italiano, soprattutto del Sud, sono una vera tortura, nulla ha fermato quel ragazzo pugliese con la corsa nel sangue.

Mentre tagliava il traguardo nella Grande Mela in 2 ore, 9 primi e 54 secondi, qualcuno conosceva Giacomo lo conosceva già. L’anno prima si era piazzato al secondo posto alla maratona di Venezia, che per gli addetti ai lavori non è mica una roba da ridere.

14947675_1340176946028526_6458385453411982393_nLa sua fu una fuga in solitaria soprattutto negli ultimi chilometri dopo che si era messo alle spalle già da un pezzo i temibili keniani fin quando, con i capelli ben ravviati – qualcuno gli chiese, infatti, che tipo di gel usasse – e il volto ancora fresco quasi tornasse da una lunga passeggiata, con le braccia levate al cielo non taglio il traguardo di Central Park. Come dimenticare il suo stupore quando, nei metri finali, girandosi, non intravedeva alcun avversario? Non ce ne fu per nessuno.

Duri allenamenti fuori porta sempre con Caliandro e Andriani
Duri allenamenti fuori porta sempre con Caliandro e Andriani

Da qualche anno, Re Leone ha appeso le scarpe al chiodo, è un poliziotto in servizio presso la Questura di Brindisi, ma dalla corsa non è riuscito a separarsi: è anche consigliare nazionale della Fidal.

E, come ogni anno dopo quell’anno, anche oggi è a New York ad accompagnare un gruppo di corridori che si cimenteranno nella famosa maratona che si terrà domenica tra i saliscendi della Grande Mela. E oggi, a distanza di 20 anni da quel 3 novembre, rimane l’ultimo italiano ad aver vinto la prestigiosa maratona newyorchese. Anche se, da uomo di sport e da dirigente federale, si augura che qualcuno prima o poi replichi quel trionfo e riviva le sue stesse, indescrivibili emozioni.

Federica Sternativo 

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