Crisi: le forze politiche non mollano, deciderà il sindaco se e come uscire dalla palude

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Deciderà il sindaco. Le forze politiche non si smuovono dalle posizioni espresse nei giorni scorsi e a nulla sono valsi riunioni e conciliaboli delle ultime ore. Il Partito democratico rivendica maggiore visibilità, Area popolare intende conservare quella che ha, Noi ci siamo non ci sta e, dopo due anni e mezzo di fedeltà, invoca riconoscenza e un riconoscimento. Al centro di tutto, insomma, ci sono gli appetiti assessorili.

Così, ora la palla passa a Maurizio Bruno, che potrà cercare la quadra in piena autonomia o quasi. Si prospetta un azzeramento della Giunta, un rimpasto o un rompete le righe?

È ancora presto per dirlo, giacché il primo cittadino ha chiesto un po’ di tempo per pensarci su. Qualcosa si potrebbe già intuire o proprio capire dal Consiglio comunale in programma domani. Non apparentemente importantissime le questioni all’ordine del giorno, ma ci sarà da stare attenti a chi voterà cosa e, soprattutto, con chi.

La maggioranza, insomma, si fonderà ancora solo sulla coesistenza tra Pd, Ap e Ncs o, in qualche modo, muterà ancora?

Sono giorni febbrili, questi, e si presume che concitati saranno anche quelli a venire. Dopo il passaggio in Noi Centro dell’ex Ap Dario Mancino (e poi anche dell’ex Pd Angelo di Noi) riuscirà Bruno a mangiare il panettone? E se sì, in compagnia di chi, seduto attorno a una tavola imbandita rosso-Natale, stapperà lo spumante?

O dovrà, piuttosto, già pensare alla colomba pasquale?

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