Ferrarese: «I corrotti come i mafiosi: subito una legge per sequestro e confisca dei loro beni»

Massimo Ferrarese, leader di Noi Centro
Massimo Ferrarese, leader di Noi Centro

«Questa vergogna deve finire perché migliaia di politici e imprenditori onesti vengono sempre più visti dal cittadino comune alla stregua di quelli che, in combutta, si appropriano di denaro pubblico»: è una denuncia decisa quella che parte da Massimo Ferrarese, che è imprenditore, già presidente di Confindustria del suo territorio, presidente della Provincia, attuale presidente di Invimit (il fondo immobiliare dello Stato) e leader del movimento politico Noi Centro.

Riferendosi agli ultimi arresti di politici e imprenditori per appalti truccati in tutto il Paese, Ferrarese sottolinea: «Queste vicende indeboliscono gli imprenditori seri, che perdono quotidianamente la propria competitività nella quale hanno investito, ed a scapito di quelli disonesti, ai quali basta corrompere per lavorare, e continuano a danneggiare tutta quella classe politica seria che ancora esiste nel nostro Paese e che non accetta le ruberie».

«Bisogna agire subito – aggiunge il leader di Noi Centro – perché chi compie reati contro la pubblica amministrazione non solo ruba denaro dei cittadini ma pregiudica la credibilità di chi intende agire davvero nell’interesse della collettività. Per questo motivo propongo l’interdizione perpetua a gestire la cosa pubblica per i condannati in via definitiva per reati di corruzione contro la pubblica amministrazione e l’allontanamento definitivamente dal sistema».

«Ritengo inoltre necessario – aggiunge Ferrarese – il sequestro e la successiva confisca da parte dello Stato dei beni (sia mobili che immobili) detenuti da soggetti condannati per questi reati, equiparandoli sotto questo aspetto a quelli di mafia. Da addetto ai lavori lancio questa proposta al Parlamento perché risolvere questo problema sarà un elemento importante per il rilancio dell’economia italiana e per il ruolo della politica».

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