Un altro Francesco in ripresa dopo l’incidente sul lavoro: ora sogna un futuro paralimpico

Francavilla Fontana piange ancora la scomparsa, lunedì scorso, del 24enne Francesco Leo a seguito di un tragico incidente sul lavoro, ma qui raccontiamo un’altra storia, una bella storia, con protagonista un altro Francesco, che pian piano si sta riprendendo proprio da un incidente sul lavoro. 

16117188_1756204778031992_2001701105_nQuell’incidente ce l’ha ancora impresso nella mente, e non potrebbe essere altrimenti. Il peggio, però, sembra ormai alle spalle. Francesco Lanza ora sta meglio e, malgrado l’amputazione del terzo medio della gamba sinistra – dieci centimetri sotto il ginocchio – sogna un futuro da sportivo.

16111865_1756204048032065_880588677_nIl 19enne di Francavilla Fontana, quel triste 25 agosto 2016, rimase gravemente ferito mentre era al lavoro con due colleghi in un oleificio di Monopoli, in provincia di Bari. Durante la pulizia di un silos, il suo piede rimase incagliato in una ventola del sistema di areazione che non avrebbe dovuto essere in funzione. Seguirono il trasporto d’urgenza in ospedale e un delicatissimo intervento chirurgico, al termine del quale l’equipe medica stabilì l’impossibilità di ricostruire il tutto e comunicò alla famiglia l’opportunità di amputare. Quello dei chirurghi fu un lavoro certosino, come confermato dal personale del Centro Protesi Inail a Vigorso di Budrio (Bologna) dove proprio in questi giorni Francesco ha intrapreso un duro percorso che tra meno di un mese lo riporterà a camminare quasi come nulla fosse stato.

16111638_1756204094698727_1940727555_nGli è stata applicata una protesi provvisoria e, ogni giorno, è seguito dagli esperti che gli infondono coraggio e determinazione. D’altra parte, da Vigorso sono passati campioni  quali Alex Zanardi, Bebe Vio, Martina Caironi e Giusy Versace, che erano già per lui – e un po’ per tutti – degli esempi di vita per la loro forza d’animo. Qui, Francesco ha incrociato anche Gaetano Moscato, il nonno eroe dell’attentato terroristico lungo la Promenade di Nizza. Gaetano, dopo aver scorto con la coda dell’occhio il pericolo, spinse via i suo nipoti di 12 e 18 anni e preferì finirci lui sotto il tir del kamikaze Mohamed Lahouaiej Bouhlel. E ci rimise una gamba.

Non è un posto triste, il Centro Protesi. Semmai, un luogo di rinascita. Questa sorta di fabbrica dei miracoli ortopedici – eccellenza del settore in tutta Europa – ridona speranza e riporta alla normalità chi, per un motivo o per l’altro, le aveva perse entrambe. La speranza e la normalità.

16118408_1756203918032078_1482287033_nÈ giovane e in salute, Francesco, tant’è vero che la possibilità di un domani da sportivo paralimpico gli è stata prospettata subito al suo arrivo nel Bolognese perché l’attività fisica giova al corpo e allo spirito. Di necessità virtù, dalla sfortuna l’occasione. Circondato dalle foto ricordo delle imprese di quanti, prima di lui, da lì ci sono già passati e ne sono usciti vincitori, Francesco ha sorriso e per un attimo si è immaginato in giro per il mondo con indosso i colori della Nazionale. Ma ci sarà da sudare e quando si è trattato di sudare, Francesco non si è mai tirato indietro. Se così non fosse stato, cinque mesi fa non gli sarebbe capitato quell’infortunio. Con generosità, scese in quel maledetto silos per dare una mano a due suoi colleghi più esperti – anche loro dipendenti della stessa impresa specializzata di Francavilla – e cominciò a ripulirlo, quando all’improvviso entrò in funzione una tramoggia che, se non fosse stata fermata in tempo, gli avrebbe maciullato l’intero arto.

Francesco Lanza con Martina Caironi, oro paralimpico a Rio 2016
Francesco Lanza con Martina Caironi, oro paralimpico a Rio 2016

Scampato alla morte tra dolori atroci e inevitabili sofferenze psicologiche, ma sempre sostenuto dai genitori e dai tre fratelli, Francesco è oggi una persona nuova. «Il passato è passato ed è meglio se non mi volto indietro, devo guardare avanti e perseguire gli stessi obiettivi che avevo prima: tra non molto, spero, tornerò anche a guidare, anche se mi dovrò abituare al cambio automatico… Oggi ringrazio chi mi è stato vicino e, se ci ripenso, mi ritengo anche fortunato perché, oltre all’assicurazione Inail, pochi mesi prima dell’incidente ne avevo sottoscritto una personale per mettermi al riparo da eventuali infortuni sul lavoro. Sento di consigliare a tutti di farlo, ma di non sperimentarne mai l’utilità…».

I soldi non sono tutto nella vita – e Francesco lo sa – ma anche in situazioni come questa, se si dispone di una copertura, poi è un po’ più facile ritornare a vivere come un tempo, perché le cure e le protesi costano davvero tantissimo.

16118529_1756203964698740_2050942726_nPer la cronaca, l’inchiesta avviata dalla Procura per accertare le responsabilità dei fatti di quel brutto 25 agosto è ancora aperta. Ma questo è un altro capitolo. La notizia, ogni tanto una buona notizia, è che Francesco si sta riprendendo pian piano e, se tutto va bene, tra qualche giorno camminerà a lungo e normalmente. Da solo.

Eliseo Zanzarelli

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