Tatarano: «Nuovi Statuto e strumenti di partecipazione perfettibili, ci pensi il Consiglio»

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Questo il commento di Sergio Tatarano, che ha contribuito alla stesura, dopo che la Commissione speciale Statuto ha licenziato il Regolamento che disciplina gli istituti di partecipazione, da sottoporre ora al vaglio del Consiglio comunale:

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Sergio Tatarano

«Vale la pena ancora una volta di sottolineare l’importanza storica di questo momento per il nostro Comune: nel 2000 Francavilla approvava lo Statuto che prevedeva alcuni istituti di democrazia diretta (referendum, petizioni, ecc.), per il cui funzionamento sarebbe servito però il regolamento, mai approvato. Ergo: da sedici anni siamo di fatto senza quegli strumenti a livello comunale.
Nel corso del 2016, il Consiglio ha approvato un nuovo Statuto più adeguato ai tempi, anche se non tutto il testo è condivisibile (si sarebbe ad esempio potuto eliminare il quorum per i referendum) e non tutto è attualizzato (ad esempio, il testo parla ancora di difensore civico nonostante la l. 42/2010 abbia soppresso tale figura).

Detto questo, ciò che davvero è mancato e manca è un percorso informativo per i cittadini, pressoché ignari di quali siano o siano state le questioni di fondo su cui si è discusso, le linee politiche che si sono contrapposte o il significato di determinate previsioni. Quello a cui si assiste è di volta in volta la pubblicizzazione strombazzata del risultato preconfezionato, che la gente non comprende ed a cui logicamente non presta interesse. Nessun dibattito pubblico istituzionale organizzato per rendere i cittadini protagonisti, al di fuori di quelli a cui un comitato spontaneo aveva dato vita un anno fa, con sforzi enormi e risultati, ahimè, scarsi.

Ieri la Commissione competente ha licenziato per la prima volta nella storia del nostro Comune il testo del regolamento che approderà in Consiglio e che una volta approvato consentirà di chiedere un referendum oppure vincolerà l’amministrazione di fronte alla raccolta di firme (a proposito: leggo che in questi giorni ne è in corso una organizzata dai Giovani di Forza Italia, i quali però non hanno mai -e dico mai- preso parte a questo dibattito: che sia giunto il momento di farlo?). Dicevo, si tratta di un testo -la cui bozza ho personalmente provveduto ad approntare io stesso- i cui confini sono quelli disegnati dallo Statuto, sicché non c’era e non c’è grande spazio di manovra. Purtuttavia, la Commissione Statuto è intervenuta in alcuni punti su cui sarebbe opportuna una riflessione attenta da parte del Consiglio, prima che sia troppo tardi:

a) gli artt. 4 e 5 relativi alle istanze e alle petizioni sono stati (credo unico caso in Italia) impropriamente accorpati, creando un sostanziale doppione tra i due istituti che invece nella bozza iniziale venivano logicamente differenziati (veniva cioè lasciata anche al singolo cittadino la possibilità di presentare l’istanza, con obbligo di risposta dell’ente entro 45 giorni). Con questo testo l’istanza del singolo viene di fatto eliminata, contravvenendo a quanto previsto dal TUEL 267/2000 e lasciando la sola petizione sottoscritta da 50 cittadini.
b) l’art. 6 relativo alla proposta di delibera, che disciplinava la fase della richiesta, è stato eliminato (pur essendo rimasta, forse per una mera dimenticanza, all’art. 5 la sua astratta previsione). Questa fase appare invece essenziale per un controllo preventivo nel merito della proposta, che diversamente sparisce dalle previsioni del regolamento.
c) all’art. 13, nel quale viene regolamentata la composizione della commissione chiamata a decidere sull’ammissibilità del referendum, era previsto che un membro (nello specifico, avvocato del Foro di Brindisi esperto in diritto amministrativo) dovesse essere “eletto dal Consiglio comunale con la maggioranza dei 2/3”, a garanzia di massima trasversalità e minima ricattabilità politica. Nel testo aggiornato si scrive che il suddetto membro viene “nominato dal Consiglio”, senza specificare come.
d) all’art. 14 il termine entro cui il Presidente del Consiglio deve invitare le Autorità a provvedere alla nomina del suddetto membro di commissione viene dilatato, passando dai venti giorni della bozza a novanta: non è chiara la ragione.

Sottopongo quindi queste considerazioni ai cittadini ed a tutti i consiglieri che riterranno di voler riflettere prima di ratificare passivamente quanto deciso dalla Commissione Statuto, sperando nel frattempo che si possa aprire un dibattito approfondito sui contenuti, approvando il miglior testo possibile in tempi accettabili e consegnando ai francavillesi uno strumento decisivo.

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