Morte sul lavoro di Francesco, spunta un bypass nel sistema di sicurezza della pressa

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Sono proseguiti ieri mattina – dalle 10 alle 13 circa – gli accertamenti tecnici disposti dal Pm Milto Stefano De Nozza sulla pressa dalla quale lo scorso 16 gennaio, fu schiacciato e ucciso il 24enne Francesco Leo. Oltre al magistrato, ieri a “Fer.Metal.Sud” erano presenti gli avvocati Luigi Vitali (difensore dell’amministratore Giuseppe Cavallo, unico indagato) Pasquale Franco Fistetti (che assiste i familiari del 24enne) i consulenti tecnici d’ufficio e delle parti, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, i funzionari dello Spesal Brindisi e dell’Arpa Puglia.

Come stabilito lo scorso 2 febbraio, sul posto c’era anche un dipendente della Coparm di Matera – impresa fornitrice e incaricata della manutenzione di quel macchinario – che ha aperto i quadri elettrici e messo a più riprese in funzione l’impianto. Dall’esame sugli stessi sarebbe emerso una sorta di bypass nel sistema di sicurezza, che nel giorno della tragedia avrebbe impedito il blocco automatico della macchina. Una volta scollegato quel cavo – lungo circa 10 centimetri – il salvavita avrebbe risposto alle perfezione. L’ipotesi è che senza quel bypass la morte dell’operaio avrebbe potuto essere evitata. Ora resta da capire chi e perché aveva effettuato quell’intervento elettrico.

Inoltre, sempre ieri, è stato escluso il malfunzionamento dei sensori a fotocellula ed è stato riscontrato invece quello di un altro cavo interrato e forse rosicchiato dai topi: anch’esso potrebbe aver provocato la mancata attivazione automatica del sistema di emergenza. In seguito agli accertamenti di ieri, è stata concessa la facoltà d’uso di parte del capannone, ma restano ancora sotto sequestro, quindi off-limits, il macchinario e il perimetro intorno a esso. Nei prossimi giorni l’impresa presenterà istanza per il dissequestro dell’intera area.

La mattina di quel 16 febbraio, quando l’orologio segnava le 11,30 circa, il 24enne era intento a rimuovere un inceppamento nella pressa per carta e cartoni, che però all’improvviso lo travolse e schiacciò. Il legale della famiglia Leo, Fistetti, è concentrato anche nella ricerca di elementi che consentano di stabilire se l’operaio potesse effettivamente manovrare quella macchina e dunque se dovesse trovarsi in quel posto, a quell’ora e per svolgere quelle mansioni. La difesa di Cavallo mira invece a escludere qualsiasi responsabilità, diretta e indiretta, del proprio assistito.

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