Stadio: “Noi a Brindisi non ci veniamo”, il coro degli ultras e la replica di patron Magrì

patron antonio magri
Il patron Antonio Magrì durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio

«Noi a Brindisi non ci veniamo». Al termine del match casalingo di ieri contro il Melfi dai settori del tifo organizzato della Virtus Francavilla Calcio è partito questo coro, che non è stato gradito dal patron Antonio Magrì, il quale in conferenza stampa ha detto a chiare lettere: «Se c’è qualcuno più bravo di me o con la bacchetta magica, in grado di ultimare lo stadio in due mesi, io smetto di cercare soluzioni alternative e mi faccio da parte».

Nei giorni scorsi, Magrì ha sondato la possibilità di disputare il prossimo campionato di Lega Pro al “Franco Fanuzzi” fintanto che non sarà pronto il “Giovanni Paolo II”. Lo stadio del capoluogo necessita di piccoli lavori di sistemazione che si sobbarcherebbe la società stessa, che beneficerebbe di una deroga da parte della Federazione dopo che l’Ufficio tecnico del Comune di Francavilla Fontana ha inviato un cronoprogramma dai tempi certi. Il cronoprogramma inoltrato dal dirigente Utc, ingegner Sergio Rini, recita così: martedì 21 marzo, approvazione in Consiglio comunale del bilancio di previsione con lo stanziamento degli ultimi 100mila euro per l’adeguamento del campo sportivo; entro fine aprile, approvazione del conto consuntivo e dell’intera somma di 750mila euro per i lavori al “Giovanni Paolo II”; avvio della procedura di gara tramite la Stazione unica appaltante e aggiudicazione per fine settembre-inizio ottobre; inizio dei lavori che, salvo intoppi, terminerebbero a fine gennaio 2018. L’ipotesi più accreditata fino a quel momento è quella di giocare le partite casalinghe proprio a Brindisi.

«Le soluzioni – ha spiegato il presidente – sono fondamentalmente due: non iscriversi al prossimo campionato di Lega Pro o iscriversi a un torneo di categoria inferiore come quello di Serie D, oppure andare a giocare in uno stadio che dispone già della licenza nazionale per la Lega Pro, come quelli di Lecce, Taranto, Monopoli, Andria e Foggia».

Si tratterebbe però di soluzioni insostenibili e antieconomiche: «Giocare in uno stadio con già una squadra di Lega Pro – ha chiarito Magrì – significherebbe chiedere permesso per fare qualsiasi cosa e soprattutto non poter dare soddisfazione agli sponsor che oggi rappresentano circa il 50 per cento dell’intero budget di questa società». Ed è per questo che il patron ha scartato quest’ipotesi e si è concentrato sull’opzione Brindisi: «Brindisi non dispone di una licenza di Lega Pro, ma i dirigenti dell’impiantisca sportiva della Federazione ci hanno garantito una deroga e la possibilità di giocare in un campo sprovvisto di licenza se avessimo presentato un cronoprogramma preciso dei lavori al “Giovanni Paolo II”, cronoprogramma che è stato trasmesso dal Comune alla Federazione nei giorni scorsi».

«Brindisi – ha proseguito – costituirebbe ovviamente soltanto una soluzione temporanea per il tempo necessario ad adeguare lo stadio di Francavilla, non mi sognerei mai di far fare al Comune un investimento così importante per poi continuare a giocare a Brindisi, come qualcuno pensa…».

Magrì ha anche parlato dell’accenno di contestazione: «Qui si sta andando un po’ oltre le regole del buon vivere, per ora andiamo avanti così e poi vediamo cosa succede. Nei giorni scorsi ci sono state delle dichiarazioni da parte di alcuni appartenenti ai gruppi organizzati e oggi (ieri, Ndr) a fine partita è partito un coro degli ultras che faceva “Noi a Brindisi non ci veniamo”. Ditemi voi cosa dovrei fare: a Francavilla non si può più giocare, a Brindisi non ci andiamo. Ma dove andiamo? In uno stadio dove non potrò portare gli sponsor? Io non ho alcuni interesse a fare un campionato che sia antieconomico. Non ho creato io questa situazione ed evidentemente ci sarà qualcun altro che la risolverà. Quindi, se c’è qualcun altro più bravo di me, si faccia avanti».

Resta aggiornato

Iscriviti alle nostre newsletter