Diffamazione e minaccia, il sindaco Bruno finisce a processo

bruno vs melillo

Il sindaco di Francavilla Fontana, Maurizio Bruno, dovrà difendersi a processo dalle accuse di diffamazione e minaccia aggravate contestategli dal Pm Milto Stefano De Nozza – sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brindisi – che ne ha disposto la citazione diretta a giudizio a seguito della querela sporta, nell’estate del 2015, dal conduttore di Canale 85 Filippo Melillo. I due – Bruno e Melillo – erano entrati in conflitto durante e dopo una trasmissione radiofonica. La prima udienza è stata fissata per il 13 novembre 2017.

I fatti. È il 29 luglio del 2015 e sulle frequenze di Quarto Canale Radio (poi Radio Francavilla, oggi Radio 85) è trasmesso in diretta l’ultima puntata della trasmissione “Francamente” condotta dal direttore Gianni Canalire. Tra i suoi ospiti figurano anche Bruno e Melillo, che già on air si scambiano qualche frecciatina. Il peggio, però, arriva dopo, a microfoni spenti, quando i due vengono – tra insulti e spintoni – quasi alle mani e gli altri presenti devono separarli. Il primo cittadino è una furia e, tra le altre cose, dà a Melillo del “giornalista a busta paga dei politici” e dice ad alta voce che non pagava i dipendenti. Nel decreto di citazione a giudizio si fa riferimento anche alla minaccia di un pugno, scongiurato grazie all’intervento di Giuseppe Zammarano, titolare dell’edicola “Ai Portici”, che è sul posto in qualità di spettatore. All’indomani, Melillo – assistito dall’avvocato Domenico Attanasi – denuncia tutto ai carabinieri, mentre Bruno si difende negando tutto e sostenendo di essere stato provocato. Lo scorso gennaio giunge l’avviso di conclusione delle indagini, quando il primo cittadino decide di rincarare la dose dal suo profilo facebook:

«Sono caduto nella trappola. Non aspettava altro che gettarmi in un confronto acceso per poi dire che l’ho aggredito e diffamato, querelarmi. Io non lo so come questa storia andrà a finire. Ma di una cosa sono certo, io bugie in quella trasmissione non ne ho dette. Ho accusato il giornalista di fatti abbastanza gravi, e forse lui pensa che io apra la bocca per sentito dire e non avessi niente in mano. Ma io – concludeva Bruno – parlo solo quando ho le carte, e quelle carte, adesso, dovrò utilizzarle per dimostrare che non l’ho diffamato. Ne valeva la pena?».

Il prossimo inverno i due dovranno esporre le rispettive versioni dei fatti dinanzi a un giudice. Bruno sarà difeso dall’avvocato Pasquale Franco Fistetti.

 

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