Droga tra le province di Taranto e Brindisi, duro colpo all’impero dello “zar”: 13 arresti

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Nelle prime ore del mattino di oggi – martedì 11 aprile 2017 – i carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo del comando provinciale di Taranto, coadiuvati ndai militari delle Compagnie carabinieri dipendenti dallo stesso comando, con il supporto di un elicottero del 6° Elinucleo carabinieri Bari Palese e del Nucleo Cinofili di Modugno, hanno dato esecuzione, a San Marzano di San Giuseppe (Ta), Sava (Ta) e Grottaglie (Ta) a 13 provvedimenti cautelari in carcere, a carico di 12 maggiorenni e un soggetto minorenne all’epoca dei fatti in contestazione.

In dettaglio: 12 provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Taranto Paola Incalza, su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica Ida Perrone, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili di “concorso in detenzione illecita ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti”, mentre un provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale per i Minori di Taranto Paola Ferrara su richiesta del procuratore capo per i minori Antonella Montanaro.

Le indagini sono state avviate nel dicembre 2015 dai militari del Nucleo investigativo del Reparto operativo sotto la direzione della Procura jonica, a seguito dell’arresto in flagranza, per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, di una donna incensurata di San Marzano di San Giuseppe (Ta) nella cui abitazione furono recuperati hascisc e marijuana.

Le investigazioni, condotte attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali oltre che servizi di osservazione, pedinamento e videoripresa, si sono concluse nell’agosto 2016, quando è stato individuato un gruppo attivo nello spaccio tra San Marzano, Sava, Grottaglie, Fragagnano, Torricella e Francavilla Fontana.

Alcune delle persone finite nel mirino dell’Arma sono legate da vincoli di parentela o comuni interessi con i membri della famiglia Soloperto di San Marzano e in particolare con i fratelli già noti alle forze dell’ordine Angelo, 51 anni, detto “Lino Capone” (con anche precedenti per associazione mafiosa) e Francesco, 50 anni, detto “Franco Capone” (con precedenti per stupefacenti) considerati storici esponenti di un clan – il clan Soloperto – egemone proprio a San Marzano e nei comuni limitrofi. Tutti e due figurano tra i destinatari dell’ordinanza di custodia

s rosso 002Nel corso delle indagini, è emersa la figura chiave di Gianfranco Soloperto, 23enne figlio di Francesco, che era incaricato dell’approvvigionamento di cocaina e hascisc, nell’organizzazione del trasporto delle sostanze – acquistate dal 56enne di Grottaglie Raffaele Carriero, a sua volta già noto – nell’affidamento e nella cessione della droga a insospettabili incensurati di Sava, cioè Marco D’Adamo (27 anni), Giuseppe Vozza (21) e William Vozza (22) e nella cessione diretta agli acquirenti.

Lo spaccio avveniva in una pizza del centro di San Marzano con fugaci passaggi di involucri e danaro tra soggetti che spesso restavano in auto per poi allontanarsi rapidamente.

Gianfranco Soloperto si sarebbe anche avvalso della collaborazione di suo zio 33enne Cataldo Catapano, con precedenti specifici, di suo cugino 28enne Francesco Soloperto detto “Checco” (già noto) e di un 17enne. Si occupavano di nascondere di spacciare anche due donne di San Marzano: Maria Teresa Capriuli, 30enne incensurata, moglie di Catapano, e Tonia Cotugno, 24enne con precedenti, compagna di “Checco” Soloperto.

Il 36enne incensurato Graziano Antonucci, sempre di San Marzano, sarebbe stato incaricato di custodire gli stupefacenti a casa sua o in altri luoghi ritenuti sicuri e di preparare le forniture che di volta in volta avrebbe prelevato Gianfranco Soloperto.

Nelle comunicazioni criptiche l’hascisc era indicato come “pacco” o “pacchettino” e i panetti erano marchiati con “Ap” – “Pbc” – “Mercedes” e “Diamante”.

L’operazione è stata denominata “Zar” con riferimento al ruolo di Gianfranco Soloperto che in più occasioni avrebbe esclamato all’indirizzo dei clienti frasi del tipo: “Adesso mi devono dare conto tutti”. Come a ritenersi l’unico e indiscusso referente criminale – lo zar, appunto – di San Marzano, peraltro un centro dalle origini albanesi arbëreshe

Durante le fasi di esecuzione dell’ordinanza, uno dei soggetti ha tentato invano di sottrarsi alla cattura: dopo aver scavalcato il muretto di cinta del giardino di casa sua, è stato però immediatamente bloccato dai militari che presidiavano l’edificio.

Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti e sequestrati: 0,40 grammi di hashish contenuti in una scatola nella disponibilità di Marco D’Adamo; 2,9 grammi di marijuana illecitamente detenuti da William Vozza; nell’abitazione di “Checco” Soloperto sono stati trovati 2.555 euro in banconote prevalentemente di piccolo taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio, e materiale per il confezionamento delle dosi.

La droga sequestrata sarà analizzata dal Laboratorio analisi sostanze stupefacenti della sezione Investigazioni scientifiche del Reparto operativo del Comando provinciale di Taranto.

I 12 maggiorenni sono stati condotti in carcere a Taranto, il minorenne presso l’istituto penitenziario minorile di Bari.

Si tratta di:

– Graziano Antonucci, 36 anni;

– Maria Teresa Capriuli, 30 anni;

– Raffaele Carriero, 56 anni;

– Cataldo Catapano, 33 anni;

– Tonia Cotugno, 25 anni;

– Marco D’Adamo, 28 anni;

– Angelo Soloperto, 51 anni;

– Francesco Soloperto, 29 anni;

– Francesco Soloperto, 50 anni;

– Gianfranco Soloperto, 23 anni;

– S.M. (17 anni):

– Giuseppe Vozza, 21 anni;

– William Vozza, 22 anni.

 

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