Sicurezza, il maxi progetto Asi: un “Grande Fratello” per le zone industriali di Brindisi, Francavilla, Ostuni e Fasano

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Il presidente del Consorzio Asi di Brindisi Domenico Bianco
Il presidente del Consorzio Asi di Brindisi Domenico Bianco

Una sorta di “Grande Fratello” per innalzare il livello di sicurezza nelle zone industriali di Brindisi, Fasano, Ostuni e Francavilla Fontana (zona Pip). È la risposta concreta del Consorzio Asi all’escalation criminale che nell’ultimo periodo sta interessando soprattutto il capoluogo: dell’altro giorno la sparatoria al rione Bozzano, ancora avvolta nel mistero, in seguito alla quale si è ritenuto opportuno convocare d’urgenza il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Il presidente dell’Area di sviluppo industriale brindisina, Dott. Mimmo Bianco, ha presentato oggi il maxi progetto – candidato ai PON Legalità 2014-2020 – proprio nel corso del vertice tenutosi in Prefettura.

Si prevede, in sostanza, il ripristino e l’ammodernamento delle telecamere già esistenti, oltre che l’installazione di nuove, così da creare un fitto reticolato di occhi elettronici collegati tra loro, con la control room del Consorzio e soprattutto col Sistema centrale nazionale targhe e transiti (SCNTT) di Caserta, gestito dalla polizia di Stato.

Sì, perché gli apparecchi – allacciati alla fibra ottica – saranno dotati anche di un sofisticato e preciso dispositivo per la lettura delle targhe, che consentirà il passaggio da una videosorveglianza passiva (reazione post evento) a una attiva (analisi preventiva).

In che modo? È presto detto: una volta scansionata la targa di un’auto sospetta – segnalata, rubata o persino non revisionata – il “Grande Fratello” invierà in tempo reale i dati al SCNTT per il conseguente tempestivo intervento sul posto delle locali forze dell’ordine.

Le zone industriali risulteranno quindi superprotette grazie a un monitoraggio h24 quasi a costituire delle “dogane” – non invasive – per il controllo dei veicoli in entrata e in uscita. Da non trascurare, inoltre, la possibilità d’integrazione in rete tra l’impianto dell’Asi e quelli gestiti da altri enti pubblici o dai privati.

«Sarà così possibile – dichiara il presidente Bianco – dare un contributo tangibile alla lotta alla criminalità, di qualunque dimensione siano le bande criminali responsabili, con una concreta azione di contrasto “preventivo” a qualsivoglia forma di illegalità e/o illiceità perpetrata in danno dei cittadini e del territorio. Perché – conclude – non può esserci sviluppo senza sicurezza».

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