Anniversario dei carabinieri, il discorso del colonnello e le foto della cerimonia

Oggi l’Arma dei carabinieri ha compiuto 203 anni. Come da tradizione, la ricorrenza è stata celebrata con una cerimonia militare sobria presso il comando provinciale. Nel corso della stessa, sono stati conferiti dalle massime autorità locali dello Stato – ufficiali delle forze dell’ordine, magistrati e rappresentanti istituzionali – encomi ed elogi ai militari che nel corso dell’ultimo anno si sono particolarmente distinti. A fare gli onori di casa il colonnello Nicola Conforti, comandante provinciale della Benemerita, che ha pronunciato il discorso che segue:

“Autorità, gentili ospiti, commemoriamo oggi il 203° Annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri.

È per me una vera gioia, oltre che motivo di grande orgoglio, essere qui a celebrare questa ricorrenza, dopo quasi due anni che ricopro l’incarico di Comandante Provinciale di Brindisi.

A Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Domenico CALIANDRO un grazie sincero per aver inteso condividere con noi questo giorno di festa.

Un deferente saluto al Senatore Vittorio ZIZZA. La sua presenza è chiara testimonianza della vicinanza degli organi costituzionali all’Arma.

Saluto la Dottoressa Erminia CICORIA, Vicario del Prefetto, il dottor Valerio VALENTI, che da qualche giorno ha assunto il prestigioso incarico e che non è potuto intervenire per concomitanti impegni precedentemente assunti, nonché il Presidente della Provincia, dott. Maurizio BRUNO e il Segretario Generale del Comune di Brindisi, Avvocato Giuseppe Salvatore ALEMANNO, qui presente in rappresentanza del Prefetto Santi GIUFFRÉ, Commissario Straordinario al Comune di Brindisi, anch’egli assente per altri impegni.

Un grazie sincero al Signor Procuratore Generale della Corte di Appello di Lecce, dottor Antonio MARUCCIA, che ci ha onorato della sua presenza, nonché al dottor Genantonio CHIARELLI, in rappresentanza del Presidente del Tribunale di Brindisi, dottor Alfonso PAPPALARDO – impegnato fuori sede – e al dottor Raffaele CASTO, Procuratore della Repubblica facente funzione e a tutti i componenti della Procura di Brindisi a cui va il mio più vivo e convinto riconoscimento per la professionalità e la dedizione evidenziate in ogni occasione, nonché per la costante e lungimirante azione di indirizzo e supporto a favore dei reparti dell’Arma della provincia.

Saluto anche il dottor Maurizio SASO, GIP del Tribunale di Brindisi e Presidente della Sezione Distrettuale di Lecce dell’Associazione Nazionale Magistrati.

Ringrazio per essere presente il Comandante della Brigata Marina San Marco, Contrammiraglio Bruno Cesare PETRAGNANI, che ricopre anche il prestigioso incarico di Comandante del Presidio Militare di Brindisi.

Il mio grazie, poi, ai vertici provinciali delle altre Forze di polizia: al Signor Questore, dottor Maurizio MASCIOPINTO, al Signor Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Maurizio DE PANFILIS, e a tutte le Polizie Locali, oggi qui rappresentate dal Comandante della Polizia Municipale di Brindisi, dottor Teodoro NIGRO. Grazie anche della presenza della direttrice della Casa Circondariale di Brindisi dott.ssa Anna Maria Dello Preite. Mi sia consentito un saluto particolare al Col. CAPONE, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Brindisi, che – come sapete – dal 1° gennaio scorso è transitato nei ranghi dell’Arma.

Il lavoro svolto insieme a voi tutti nella quotidianità silenziosa rappresenta una concreta testimonianza di positiva sinergia istituzionale. Tanto si parla di coordinamento, di rete, di sforzi sinergici. Ebbene, non sono certo il primo ad evidenziarlo, ma non posso esimermi oggi dal sottolineare pubblicamente l’armonioso e fattivo spirito di collaborazione esistente in questa Provincia. Tutti gli attori del comparto sicurezza – sia essa quella primaria afferente all’Amministrazione della pubblica sicurezza, sia quella urbana, i cui protagonisti principali sono le Amministrazioni e le polizie locali – sentono forte il senso di responsabilità che è proprio di chi assolve funzioni pubbliche, lavorando con dedizione e zelo. Quanto realizzato è stato da taluni definito “Sistema Brindisi”, ma i positivi risultati non devono appagarci, bensì costituire un costante sprone per assicurare sempre migliori standard di sicurezza.

Non meno importante la collaborazione con gli altri partner istituzionali di riferimento. Il mio affettuoso saluto va anche al Comandante della Capitaneria di Porto, Capitano di Vascello Salvatore MINERVINO, al Comandante del Distaccamento presso l’Aeroporto Militare di Brindisi, Col. Gioacchino CASSARÀ, al Comandante del Gruppo Rifornimenti Area Sud di Francavilla Fontana, Ten. Col. Domenico GALLO, e al Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, Ingegnere Michele ANGIULLI. Per ultimo, ma non certo per importanza, saluto i responsabili del Servizio del 118, del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, degli assetti delle Nazioni Unite – il Global Service Centre e la Base di Pronto Intervento Umanitario, nonché tutti i dirigenti scolastici intervenuti.

Un abbraccio affettuoso ai colleghi dell’Associazione Nazionale Carabinieri e alle Benemerite, nonché alla rappresentanza dell’Unione Nazionale Ufficiali in congedo. La vostra presenza è particolarmente gradita. Voi non solo rappresentate l’esempio da seguire, ma costituite un ponte ideale tra passato e presente, tra tradizione ed innovazione.

E ora tocca a voi, Ufficiali, Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri della Provincia di Brindisi e anche al personale civile della difesa che con lodevole impegno non fa mancare il proprio prezioso contributo. Non ritengo sia oggi l’occasione per fare bilanci autocelebrativi e annoiarvi con numeri e statistiche, sia perché i risultati conseguiti sono ampiamente noti alla collettività – e al riguardo un sentito ringraziamento ai rappresentanti degli organi d’informazione che svolgono un lavoro altamente professionale e puntuale – sia perché avverto l’esigenza di soffermarmi su altre considerazioni.

A voi che operate quotidianamente per il rispetto della legalità e per garantire tranquillità e sicurezza il mio grazie sincero. Il mio non può che essere un ringraziamento sentito, non solo per il rischio intrinseco che caratterizza la nostra professione e per i sacrifici che vengono affrontati, ma soprattutto per la complessità della nostra missione.

Produrre sicurezza è stato sempre un compito arduo, ma nella situazione attuale – caratterizzata da elevata complessità sistemica – il nostro lavoro risulta estremamente difficile. L’insicurezza è oggi più di ieri legata anche alla percezione. È nota la distinzione tra sicurezza reale e sicurezza percepita; vi è concordanza di vedute sulla preminenza della percezione, ossia della dimensione soggettiva, rispetto a quanto emerge dalle analisi puntuali dei dati statistici che da un lato misurano la delittuosità e dall’altro la “produttività” delle agenzie preposte a garantire sicurezza. Il sentirsi sicuri è la risultante di un processo multifattoriale e circolare in cui l’aspetto emotivo gioca un ruolo fondamentale.

Un tempo era differente, la società è cambiata!”. Siamo abituati a sentire esclamazioni del genere ed in effetti molto è mutato in tema di sicurezza. La globalizzazione, la pervasività delle nuove tecnologie e dei media, la trasformazione della prospettiva connessa alla sicurezza, intesa come servizio e non come concessione calata dall’alto dall’autorità, la maggiore consapevolezza su questioni un tempo ritenute di pertinenza di un pubblico ristretto fanno sì che la galassia sicurezza risponda oggi a regole non legate ai classici paradigmi. L’insicurezza non riesce più ad essere imbrigliata e convogliata entro argini definiti, al contrario scorre, si espande, penetra in ogni anfratto esistenziale. Priva di appigli solidi, si manifesta nel suo stato “liquido”, come tale sfuggente. Nello scenario attuale, l’elemento più preoccupante e al tempo stesso inquietante dell’insicurezza è la sua imprevedibilità: sono trascorse meno di quarantott’ore dall’attentato terroristico di Londra, dove è stato sufficiente un furgone e dei coltelli per trasformare in sangue il fanatismo pseudoreligioso di tre jihadisti. L’imprevedibilità della minaccia è proprio finalizzata a fare cambiare le abitudini della nostra quotidianità e minare lo spirito democratico su cui si fondano le nostre società.

L’insicurezza pervade tanto l’orizzonte sovranazionale quanto quello micro-locale. La minaccia di una guerra nucleare può ingenerare paura al pari di un sottopassaggio ferroviario sporco, mal illuminato e privo della presenza di forze di polizia; il timore di uno scippatore può causare ansia e sconforto così come una incombente minaccia terroristica.

L’insicurezza percepita non sempre corrisponde a quella reale, ma non per questo è meno importante. Come un medico è chiamato a risolvere i problemi, sia reali sia immaginari, che affliggono i propri pazienti, così tutti gli attori del sistema sicurezza – forze di polizia in primis – devono prendersi cura di tutte le problematiche, reali o percepite, che preoccupano una determinata comunità, contribuendo a migliorare le generali condizioni di vivibilità.

Le forze di polizia sono dunque oggi chiamate a svolgere una funzione molto delicata finalizzata a ricercare il coinvolgimento di tutte le componenti delle comunità. La sicurezza – bene pubblico che appartiene a tutti – è la risultante dell’impegno di soggetti sia pubblici sia privati, istituzioni strutturate ed associazioni spontanee presenti sul territorio.

Creare e rinsaldare il senso di comunità presuppone un sentimento di appartenenza, di condivisione profonda dei valori fondanti del gruppo. L’ingrediente fondamentale è, senza dubbio, la fiducia. Le forze di polizia devono sapersi guadagnare la fiducia di tutti i rappresentanti delle comunità; fiducia che, una volta ottenuta, va preservata tramite un costante, capillare e paziente lavoro quotidiano.

Per avere fiducia bisogna poter guardare il futuro con ottimismo, sapendone cogliere ogni migliore opportunità. Ma oggigiorno il diffuso e crescente senso di insicurezza è intimamente collegato proprio alla semantica del futuro. Paure, incertezze e ansie sono intrinsecamente connesse a questo cambiamento di segno del futuro: dal futuro-promessa al futuro-minaccia.

La presenza, la visibilità delle forze di polizia è ciò che la gente vuole, anzi pretende. La presenza di una pattuglia, possibilmente attenta e vigile, colma immediatamente il senso di insicurezza, coprendo l’intera gamma di paure. Un operatore vicino, visibile è garanzia di prevenzione da ogni tipo di minaccia. È sufficiente la sua presenza per allontanare le paure, relegandole a un grado di potenzialità distante. Una maggiore visibilità delle forze di polizia rinsalda la partnership all’interno della comunità, ed è essa stessa la proiezione materiale e concreta della fiducia.

La polizia di prossimità rappresenta un tassello importante nella realizzazione concreta della prevenzione cosiddetta situazionale. L’operatore di polizia “amico” ed a “portata di mano” soddisfa quelle che sono le esigenze primarie di sicurezza.

Ho parlato di fiducia e futuro e allora il mio sguardo, anzi il nostro sguardo, non può non rivolgersi ai giovani, anche oggi presenti a testimonianza di un rapporto che i Carabinieri della Provincia di Brindisi hanno costruito giorno dopo giorno con il mondo della scuola e cercano di mantenere costantemente saldo, rafforzandolo con iniziative sempre più stimolanti e partecipative. A voi – che come ho ripetuto in tantissime occasioni, non rappresentate solo il futuro ma siete già un importante presente – a voi il mio rinnovato appello a scegliere con convinzione e determinazione la strada della legalità, l’unica che consente all’individuo di affermare se stesso in maniera libera; siate forti e capaci di sfuggire alle facili tentazioni della criminalità, un’opzione questa che, a fronte di facili guadagni, porta solo ad una vita buia e meschina.

Nel concludere, rinnovo i mie più sentiti ringraziamenti a tutti i presenti. Il vostro corale affetto è la tangibile dimostrazione di quanto l’Arma sia una componente fondamentale della nostra amata Patria.

Viva Brindisi e la sua Provincia!

Viva l’Arma dei Carabinieri!

Viva l’Italia!

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