Clementino? Piace e non piace. Cari politici, ormai il vero spettacolo siete voi

francavilla concerto nomadi 1

di Eliseo Zanzarelli

In casi come questo, ogni premessa, ogni “se” e ogni “ma” sono d’obbligo, perciò li diamo per scontati e andiamo al sodo.

Se ci fossero realmente stati, oggi e ieri, un minimo di lungimiranza, di programmazione e di coinvolgimento, probabilmente nessuno degli artisti sin qui esibitisi a Francavilla Fontana o altrove si sarebbe esibito a Francavilla Fontana o altrove. Ciò, sia che si parli dei Nomadi, della cover dei Nomadi, di Francesco Renga (che non si è esibito a Francavilla, se non di sguincio), di Ron, di Clementino o di Ciccio Polenta. Ciò, sia che ci si riferisca all’Amministrazione in carica, sia che si faccia riferimento a quelle che l’hanno preceduta.

Il motivo è presto detto: il cartellone eventi estivo, da che mondo è mondo, ha sempre rappresentato qualcosa di puramente ed espressamente di parte, nel senso di una selezione di iniziative scelte da pochi e spesso per pochi.

Il caso Clementino – nei giorni scorsi è veramente montato un caso politico, specie sui social – ne è un esempio lampante.

Ma come si è giunti a scegliere il rapper campano e non altri artisti? Quasi casualmente. È bene ricordare che, a differenza di altri comuni, all’inizio dell’estate, Francavilla non aveva in programma un programma. Non c’era disponibilità finanziaria in quanto i soldi erano stati spesi nel Sociale. Così, almeno, si disse. Sul finire di luglio, ecco che si è riusciti a recuperare qualcosa e ad allestire una minima sequela di spettacoli – perlopiù sagre e cose così, di culturale poco o nulla – per il mese di agosto.

Il colpo finale? Clementino, appunto, che in quel momento era tra i pochi a poter inserire un impegno nel suo tour estivo a una cifra che, tra cachet e service, si è aggirata intorno ai 18mila euro. In molti non conoscevano, non conoscono e neppure vogliono conoscere Clementino, che però – sembra – ha una certa presa sui più gggiovani (con tre g, come gli operatori telefonici).

Il ragionamento del sindaco e degli assessori, allora, sarà stato più o meno questo: “Dicono che non si fa mai niente per i ragazzi, prendiamo Clementino e ce la giochiamo così: da parte nostra, finalmente qualcosa per i giovani, quanto sono belli i giovani felici!”. Una tesi che poi è stata effettivamente sostenuta su fb. Le reali ragioni che hanno condotto a Clementino sono state, invece, la fretta e la necessità di non spendere più di tanto, che comunque non è stato affatto poco.

Per la cronaca: com’è andato il concerto? Un migliaio di ragazzini contenti e cantanti e tantissimi decibel “sparati” fino a tarda ora. Per l’Amministrazione un successone; per larga parte delle opposizioni, un flop bello e buono, soldi sprecati.

Lungimiranza, programmazione e coinvolgimento, si diceva. Al netto dei paragoni (impietosi) con Ceglie, Ostuni, persino Carovigno e gli altri campioni provinciali – veri o presunti – del divertentismo agostano extra ombrellone, un’Amministrazione virtuosa s’imporrebbe già 12 mesi prima, in modo lungimirante, di cominciare a programmare, magari coinvolgendo i cittadini, il cartellone estivo del prossimo anno.

Come? Cominciando, intanto, sin da subito a farsi i conti in tasca, a contattare agenti e artisti disponibili (oggi la scelta sarebbe ampia) e, magari, a lanciare poi un sondaggio tra la popolazione sul sito istituzionale o anche sulla pagina facebook ufficiale del Comune. In tal modo, nelle massime trasparenza e democraticità, sarebbe la stessa maggioranza dei fruitori a optare per Tizio, Caio o Sempronio.

Non dovrebbe essere così difficile per quella che rientra a buon diritto tra le Amministrazioni più social-live d’Italia.

Ma ciò – programmare – non avviene, non è avvenuto e probabilmente non avverrà mai perché (è nei fatti, sicuramente non nelle intenzioni) qui si vive alla giornata: come si potrebbe cominciare a pensare all’anno dopo, se non si ha neppure la certezza di arrivare al mese successivo?

Sembra paradossale, ma nel complesso il cartellone estivo migliore di Bruno & Co. è forse stato quello del primissimo anno (2014). L’Amministrazione si era appena insediata, non c’erano risorse, ma si riuscì ugualmente a metter su una discreta serie di cose da fare e da vedere in un equilibrato mix di cultura, musica e qualche braciolata (che ci può e deve sempre essere, per carità). Insomma: nulla di trascendentale, ma perlomeno un cartellone dalle belle speranze, figlio di una fretta calcolata e di un entusiasmo di rottura rispetto al passato.

D’altra parte, dal dopo-estate successivo a quel primo anno, cominciò il valzer delle maggioranze e dei posti in giunta: tre in altrettanti anni le prime; 19, tra entranti, subentranti, uscenti e rientranti, i secondi; senza contare i consiglieri eletti, andati, surrogati.

Come a dire che nell’ultimo triennio, a partire dalla stessa campagna elettorale e dalle elezioni amministrative ’14, il più grande spettacolo – in valore assoluto, non necessariamente nell’accezione negativa – a Francavilla Fontana l’hanno offerto, coi loro quotidiani annunci e repentini colpi di scena, proprio l’intera classe politica e i suoi attori.

Cari politici, ormai il più grande spettacolo siete voi; nessuno si senta escluso. 

E i Nomadi, Ron e Clementino, Max Gazzè (a Ceglie) e Fiorella Mannoia (a Carovigno)? Muti!

 

 

 

 

 

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