Andrisano (Fi): «Centrodestra unito e primarie, ma alla Provincia niente sfiducia»

andrisano vitali

Da qualche tempo a questa parte, Forza Italia è impegnata, anche in provincia di Brindisi, a tentare di serrare le fila del centrodestra per costruire un’alternativa credibile al centrosinistra e, ovviamente, per tornare ad amministrare i più importanti comuni. Un progetto ambizioso che potrebbe richiedere del tempo, ma nel quale il coordinatore provinciale Antonio Andrisano, d’accordo con quello regionale Luigi Vitali, crede fermamente. Non mancano, però, punti di contrasto e criticità con i potenziali alleati. Lo Strillone ha parlato di scenari attuali e prospettive future – dal quadro generale alla situazione di Francavilla Fontana – proprio con Andrisano.

Segretario, cos’è oggi il centrodestra? Chi ne fa parte e chi no? Si può già parlare di unità, perlomeno d’intenti?

Forza Italia sta provando, tanto a livello nazionale quanto nei territori, a farsi promotrice della riunificazione del centrodestra, che oggi si presenta come una rosa a tre petali: Forza Italia, appunto, Noi con Salvini e Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale. L’idea è però quella di allargare ulteriormente gli orizzonti con l’apertura a tutti quei partiti e quei movimenti che si riconoscano nei valori del centrodestra, come – solo per fare due esempi – Direzione Italia e Alternativa popolare, che soprattutto in Puglia e nel Brindisino hanno un non trascurabile peso specifico.

D’accordo. Ma com’è conciliabile la differenza di posizione di Forza Italia tra i comuni, si pensi a Francavilla Fontana, e la Provincia, dove invece amministra al fianco del Partito democratico? 

La nostra posizione alla Provincia è ed è sempre stata una posizione di serietà e responsabilità istituzionale e lo è a maggior ragione oggi che l’ente vive un momento delicatissimo. Gli amici di Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi, hanno mosso delle legittime osservazioni sul ruolo di Forza Italia a Brindisi. E, infatti, di ciò discuteremo al nostro interno con il segretario regionale, la direzione provinciale e i due nostri consiglieri provinciali Cesare Epifani e Chiara Saracino. Una cosa è certa: non ci faremo promotori di una mozione di sfiducia nei confronti di Maurizio Bruno, poiché sarebbe un nonsenso, ma potremmo decidere d’intraprendere iniziative di diverso tipo come la restituzione delle deleghe nelle mani del presidente. Non ci presteremo a giochi di potere nel nome della riunificazione del centrodestra, nel senso che ben venga il centrodestra unito ma non a discapito del territorio e dei cittadini. Sfiduciare Bruno alla Provincia oggi significherebbe sfilarsi da quel patto di responsabilità istituzionale siglato mesi addietro.

La situazione a Francavilla, nella sua Francavilla, è ben diversa. Cosa bolle in pentola nella Città degli Imperiali?

La situazione di Francavilla Fontana non è granché differente. Siamo coerentemente all’opposizione dell’Amministrazione in carica e, anche lì, ci facciamo promotori di un ritorno al dialogo tra le varie anime del centrodestra. Qualche passo è stato già mosso e altri ne seguiranno, intanto posso dire sin da ora che Forza Italia potrebbe aprire alle primarie di coalizione per la scelta del candidato sindaco, se ciò fosse utile ad accelerare e a rendere più solido il percorso di ricompattamento del centrodestra. È precisare sin da ora, comunque, che ci sarà un tempo limite per partecipare a questo progetto di riunificazione. Mi spiego: le forze politiche interessate dovranno decidere in tempi brevi, non quindi in prossimità delle elezioni, e definitivamente se collocarsi nell’uno o nell’altro schieramento politico. Il percorso che abbiamo avviato, infatti, richiederà del tempo e non si può correre il rischio di presentarsi agli elettori diversamente da un blocco coeso che offra loro delle certezze granitiche sulla bontà di un nostro ritorno ala governo della città. Se così non fosse, l’elettorato ci punirebbe e questo, una buona volta, dovrebbero comprenderlo coloro i quali dicono di riconoscersi da sempre nei princìpi del centrodestra, salvo poi – alla prova dei fatti – fare altre scelte.

 

 

 

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