Sospetto caso di malasanità, eseguita l’autopsia: indagati un medico e un infermiere

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Si è concluso intorno alle 18,30 di oggi l’esame autoptico sul corpo della 70enne francavillese deceduta sabato scorso, 14 ottobre, in ospedale a Brindisi dopo che nei giorni precedenti era stata ricoverata in una clinica privata del capoluogo. L’autopsia, eseguita dal medico legale Domenico Urso, non ha fornito certezze sulle cause del decesso e i quattro consulenti di parte – due per la famiglia della paziente e uno a testa per gli indagati – dovranno attendere l’esito degli esami istologici per saperne di più. Le persone sotto indagine sono due: il medico della clinica privata, assistito dall’avvocato Massimo Manfreda, e l’infermiere che ha somministrato le cure domiciliari all’anziana, assistito dall’avvocato Antonio Andrisano. I familiari della pensionata sono invece assistiti dall’avvocato Michele Fino.

La donna era stata dimessa dalla clinica lo scorso 4 ottobre e, da allora, era stata sottoposta a casa sua alla terapia prescrittale dal medico che l’aveva avuta in cura. Dopo dieci giorni, però, qualcosa è andato storto e si è reso necessario il suo ricovero d’urgenza al “Perrino”, dove però è spirata. Il personale sanitario del nosocomio brindisino ha informato dei fatti i poliziotti del posto fisso, che hanno acquisito i documenti clinici ospedalieri e quelli della struttura privata. Da lì è partita l’inchiesta, nella titolarità del pubblico ministero Francesco Carluccio, con la conseguente iscrizione nel registro degli indagati del medico e dell’infermiere – in questa fase, un atto dovuto per consentire loro di nominare dei consulenti per assistere all’autopsia. Il sospetto è che la paziente si sarebbe potuta salvare se terapia e dosi a lei somministrate fossero state più consone alla patologia. Si tratta, tuttavia, soltanto di un’ipotesi tutta da dimostrare.

 

 

 

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