Zecchino (Pd): «Noi sotto in Consiglio solo con l’inganno, opposizione scorretta»

Maurizio Bruno e Fabio Zecchino
Maurizio Bruno e Fabio Zecchino

Solo un inganno avrebbe consentito alla minoranza di trasformarsi in maggioranza e di far andare sotto il Partito democratico e Noi ci siamo sulla mozione presentata dal consigliere Mimmo Bungaro, capogruppo di Forza Italia, nel corso del Consiglio comunale di lunedì scorso in merito alle fughe del personale dal municipio di Francavilla Fontana. Lo sostiene il vice capogruppo e segretario cittadino del Pd Fabio Zecchino, il quale riferisce di una strategia scorretta messa in atto dal collega Bungaro.

«Riguardo quella mozione – dichiara Zecchino – io, anche a nome del gruppo, mi ero dichiarato disponibile a un’apertura, tanto che il consigliere Bungaro aveva inizialmente annunciato la richiesta di una pausa di cinque minuti per discuterne in conferenza dei capigruppo. Soltanto che poi – spiega ancora – ha ritirato la richiesta di sospensione quando si è accorto che una nostra consigliera, Mimma Forleo, si era assentata qualche minuto per ragioni urgenti di natura familiare (sua figlia doveva allattare)».

«Così e solo con questo trucchetto non improntato al leale confronto politico – prosegue Zecchino – Bungaro è riuscito a far approvare con un blitz la sua mozione dagli 11 consiglieri della minoranza presenti, altrimenti i voti sarebbero stati 11 contro 11 e la mozione non sarebbe passata».

«Al di là di ciò – continua – quella delibera avrebbe potuto essere migliorata soprattutto nella parte dispositiva, che è davvero inconcludente, inconsistente, indeterminata e indeterminabile e successivamente votata all’unanimità. Così non è stato – aggiunge Zecchino – forse perché qualcuno vive già un clima da campagna elettorale e ricorre a ogni mezzuccio pur di tirare acqua al suo mulino. Noi del Pd non possiamo che stigmatizzare questo atto di gravissima scorrettezza – conclude – e invitare ancora una volta le forze politiche dell’opposizione a una maggiore responsabilità e al rispetto dei più elementari princìpi della dialettica politica».

 

 

 

 

 

 

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