Nefrologia, Noi ci siamo: «Un’assurdità, parteciperemo alla protesta di pazienti e loro familiari»

Giovanni Di Palmo
Giovanni Di Palmo

«La scelta di chiudere il reparto di Nefrologia dell’ospedale Dario Camberlingo di Francavilla Fontana non solo è assurda, ma è anche controproducente per l’efficienza della sanità locale e pugliese in genere, anche perché parliamo di un reparto che, a differenza di altri sparsi per la regione, non ha mai fatto parlare male di sé, anzi…».

Lo sostiene il segretario di “Noi ci siamo” Giovanni Di Palmo, che annuncia la partecipazione sua e dei rappresentanti del movimento al sit-in di protesta organizzato per domani mattina (mercoledì 6 dicembre 2017) proprio davanti all’ospedale dai pazienti di Nefrologia e dai loro familiari.

«Crediamo che la loro sia una battaglia non soltanto loro, ma di tutti, politici e no – spiega Di Palmo – perché stiamo parlando, appunto, di una cosa pubblica, che appartiene a chiunque, francavillese o meno. Non riteniamo giusto tagliare selvaggiamente i servizi, soprattutto quando funzionano perfettamente come nel caso del reparto di Nefrologia, che è stato uno dei primi a Francavilla Fontana e ha sempre dato lustro alla città e al territorio grazie alla competenza dei medici e dell’intero personale».

«La nostra – continua il segretario di Ncs – è una presa di posizione prettamente politica, se per politica s’intende ancora stare al fianco dei cittadini e delle loro esigenze, specialmente in un ambito primario e fondamentale qual è quello sanitario. Non si può pensare che gente con problemi nefrologici debba quotidianamente spostarsi a Brindisi o in altri posti – conclude – per sottoporsi alle cure di cui ha bisogno, crediamo quindi che l’ipotesi di chiudere Nefrologia sia proprio una cosa inumana al limite della cattiveria e, dunque, nei limiti delle nostre possibilità, ma gridando a gran voce e battendo i pugni, se si renderà necessario, noi saremo oggi e sempre al fianco di queste persone, senza speculazioni elettorali né interessi particolari, ma soltanto perché lo riteniamo giusto e doveroso».

 

 

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