Maltrattamenti a scuola, l’avvocato dell’insegnante: «Necessaria cautela in attesa delle motivazioni»

avvocato tribunale toga sentenza

Si riceve e pubblica:

Con riferimento ad un articolo apparso oggi su alcuni quotidiani online e riportante la condanna per il reato di maltrattamenti di un’insegnante francavillese, da me difesa, è doveroso effettuare una precisazione per evitare non solo che l’onore della mia assistita venga infangato (essendo facilmente identificabile la protagonista del fatto anche in assenza di nomi), ma anche che la realtà venga riferita in maniera distorta, cavalcando facili generalizzazioni che la fattispecie in esame suscita nel lettore medio.

Senza entrare nel merito dei fatti che saranno opportunamente contestati in appello, ad oggi nessuno conosce le motivazioni poste alla base della sentenza, ragion per cui appare quanto meno avventato impelagarsi in ricostruzioni affrettate e ritenere provate condotte oggetto dell’attenzione del tribunale, tenendo peraltro presente che in relazione ad alcune di esse ed alla posizione di un bambino lo stesso Organo giudicante ha già assolto l’imputata.

Allo stato, in attesa se non del passaggio in giudicato della sentenza quanto meno del deposito della motivazione di primo grado, non è affatto provato quanto riferito dalla stampa e cioè che “dal processo (in abbreviato) è emerso, tra le altre cose, che la maestra avrebbe usato quella da lei definita come una “bacchetta magica” “per picchiare i suoi piccoli allievi”.

Addirittura non rinvenibili nemmeno in denuncia e perciò molto gravi appaiono alcuni fatti esposti, come le riferite punizioni che sarebbero state inferte all’esterno dell’aula ad alcuni alunni e tutta una serie di condotte sulle quali la particolare delicatezza della questione e lo stigma sociale che derivano nei confronti di chi viene accusato di un simile reato  (innocente fino a sentenza passata in giudicato) consiglierebbero una massiccia dose di cautela nel racconto da parte degli organi di stampa.

Avv. Sergio Tatarano

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