Inglese multimediale e Coding nella scuola dell’infanzia: finanziati due progetti del plesso “De Marzo” di Oria

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È notizia di pochi giorni fa che, per la prima volta, diverse proposte progettuali avanzate dalle scuole dell’infanzia del I Istituto Comprensivo De Amicis-Milizia di Oria saranno finanziate con il Fondo Sociale Europeo. Tali proposte sono state formulate e inoltrate, nella scorsa primavera, in risposta all’Avviso pubblico per il potenziamento delle competenze di base in chiave innovativa, a supporto dell’offerta formativa. Tale avviso si inserisce nel quadro di azioni finalizzate all’innalzamento delle competenze di base di cui all’ Obiettivo Specifico 10.2 del Programma Operativo Nazionale (PON) “Per la Scuola – competenza e ambienti per l’apprendimento per il periodo 2014 – 2020”.

Le proposte progettuali per poter essere approvate e quindi finanziate devono rispondere a dei precisi criteri e, solo quelle più valide e meglio strutturate, superano la selezione. In particolare esse devono essere caratterizzate da approcci innovativi in grado di superare la dimensione frontale e trasmissiva dei saperi, di promuovere la didattica attiva, di mettere al centro le alunne e gli alunni e di valorizzare lo spirito d’iniziativa per affrontare in maniera efficace e coinvolgente lo sviluppo delle competenze di base.

Nella scuola dell’infanzia Gualberto De Marzo, si è posto l’accento sulle nuove tecnologie digitali proponendo sia un progetto d’Inglese (in chiave multimediale) sia un progetto di Coding ( programmazione informatica). Il progetto d’Inglese era già stato proposto nelle ore curriculari, anche se non in forma multimediale, sin dall’anno scorso.

Le insegnanti della scuola dell’infanzia “De Marzo” si sono interrogate su quali siano oggi, nella nostra società tecnologico-digitale, le competenze di base. A tal proposito illuminante è stato il pensiero della scienziata Jeannette Wing, direttrice del Dipartimento di Informatica della Carnegie Mellon University, che suggerisce di guardare al pensiero computazionale come alla quarta abilità di base insieme alle classiche  “leggere, scrivere e far di conto”.

Se, in passato, l’invenzione della stampa a caratteri mobili ha incentivato, con la diffusione del testo stampato, lo sviluppo delle abilità di base per così dire classiche, analogamente, lo sviluppo della tecnologia digitale deve oggi incentivare lo sviluppo del pensiero computazionale.

Ma cos’è precisamente il pensiero computazionale, questa competenza di base ormai indispensabile che tutti sembra faremmo bene ad acquisire?

Il pensiero computazionale è un processo procedurale mentale, coinvolto nella formulazione di problemi e delle loro soluzioni, in modo che queste ultime siano rappresentate in una forma elementare tale da essere facilmente ed efficacemente effettuata sia da un computer che da un essere umano. È l’abilità minima di ragionamento algoritmico. Ha caratteristiche di astrazione.

È un modo di pensare intelligente e creativo, riguarda i concetti e gli approcci per risolvere problemi, gestire la nostra vita e comunicare.

I bambini di oggi sono nativi digitali, rappresentano cioè la prima generazione ad essere nata e cresciuta in un mondo digitale ed è fondamentale che la scuola li aiuti, sin da piccoli, ad acquisire le abilità digitali necessarie per il loro futuro in quanto, già in tenere età, sono spesso lasciati da soli nell’uso di smartphone e tablet subendo gli effetti negativi della fruizione passiva delle nuove tecnologie.

Questo incontrollato e dannoso utilizzo della tecnologia digitale da parte dei bambini, può essere invece disciplinato attraverso le attività di Coding termine con cui oggi si definiscono le attività didattiche d’introduzione dei bambini alla programmazione informatica e che comprendono sia attività di coding unplugged ossia senza l’uso del pc, sia di programmazione visuale a blocchi che prevede invece l’uso di pc o tablet.

Con le attività unplugged, attraverso un tappeto percettivo a scacchiera, i bambini si cimentano nel ruolo di programmatori, sia imparando a comandare diversi e gradualmente più complessi robot educativi ( Cubetto, Bee Bot e Blue Bot), sia interpretando loro stessi il ruolo di Robot.

Per le attività di coding che prevedono invece l’uso del pc, si fa riferimento a quelle proposte sulle piattaforme, codeMOOC, chamilo e code.org e, inoltre, si utilizzano software di programmazione visuale a blocchi come Scratch nella versione junior ( utilizzabile anche dai bambini che non sanno ancora leggere) e un kit come Lego WeDO che permette di costruire dei robot comandabili in remoto dal pc.

«La nostra idea – fanno sapere le insegnanti – è quella di proporre, in un contesto di gioco, percorsi di programmazione, individuali e di gruppo, per sviluppare il pensiero computazionale guidando bambini e bambine nell’utilizzo del mezzo tecnologico in modo attivo e consapevole e nella sperimentazione di nuove modalità e nuovi contesti per riflettere, cooperare, sviluppare la creatività e imparare. In un mondo che ci vorrebbe sempre più allineati e omologati – concludono – un ’appropriata educazione al pensiero computazionale è essenziale affinchè le nuove generazioni siano in grado di appartenere alla società del futuro non da consumatori passivi delle tecnologie digitali, ma da soggetti consapevoli di tutti gli aspetti e i meccanismi in gioco e quindi come attori attivamente partecipi del loro sviluppo».

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