Rifugio Speranza sovraffollato, la responsabile: «In pochi adottano, servono politiche serie per incentivare i cittadini a farlo»

 

Anna Cannalire

Zero cani in canile. Non è un’utopia, ma l’obiettivo di Rifugio Speranza, associazione che da più di vent’anni accoglie e si prende cura dei cani randagi, il più delle volte vittime di abbandono o di gravi incidenti. Situata a pochi chilometri da Francavilla Fontana, la struttura ospita attualmente 108 cani, quasi tutti di età compresa tra i 10 e i 12 anni (il più anziano ne ha 22). Un numero che, sebbene sia già elevato, è destinato ad aumentare: il rischio di sovraffollamento, oltre ad essere concreto, è una minaccia continuamente attenuata dal contributo dei volontari i quali, senza ottenere alcun finanziamento, contribuiscono personalmente al mantenimento dei nuovi arrivati al di fuori del rifugio. In questa realtà si inserisce la storia di Anna Cannalire, president della sezione francavillese della Lega Nazionale per la difesa del cane e volontaria storica del Rifugio Speranza:

«Noi volontari definiamo i rifugi “l’anticamera del cimitero”: ed è perché questi animali, una volta rinchiusi qui dentro, diventano invisibili. Difficilmente abbiamo visite da esterni, tutti coloro che vogliono adottare preferiscono i cuccioli. Però a volte succede l’inaspettato: ad esempio due mesi fa è stata adottata una setter anziana trovata per strada da una nostra cittadina. È stata una bella notizia, perché quel gesto permetterà a quel cane di vivere in un clima sereno gli ultimi anni della sua vita. E vorremmo che anche a tutti gli altri toccasse la stessa sorte: questi cani hanno innanzitutto bisogno di dignità, e ciò non accadrà finché resteranno rinchiusi in un box».

Ma il sovraffollamento non costituisce l’unica battaglia combattuta ogni giorno dai volontari: un’altra questione è, infatti, la mancanza del canile sanitario. Si tratta tuttavia di un’assenza operativa, proprio perché la struttura è stata regolarmente costruita all’interno del rifugio. Sebbene siano frequenti le iniziative esterne promosse dai volontari per raccogliere fondi, le spese per le cure mediche, oltre ad essere elevate, diventano sempre più difficili da sostenere.

Quali potrebbero essere allora le soluzioni? «Fortunatamente ci sono molti esempi da seguire – spiega Cannalire – e provengono da realtà molto vicine alla nostra. In alcuni comuni del Barese e del Foggiano (come Bari, Vieste e Molfetta) è stata infatti avviata una convenzione che coinvolge le Amministrazione comunali, i cittadini e le compagnie assicurative. Nello specifico si tratta di un’operazione che prevede non solo le cure mediche di cui il cane necessita, ma anche il reinserimento dello stesso nel territorio. Questo progetto ha come primo obiettivo quello di eliminare la presenza dei canili. È importante specificare inoltre un altro aspetto: il cittadino che prende il cane in stallo avrebbe automaticamente diritto a un piccolo sgravio fiscale sulla tassa della nettezza urbana. I vantaggi risiederebbero inoltre nei costi di mantenimento che, in questo modo, verrebbero dimezzati. In quest’ottica anche noi volontari non saremmo da meno, proprio perché ci occuperemmo di monitorare con maggiore attenzione l’andamento del progetto. È necessaria una collaborazione di questo tipo proprio perché non si corra il rischio di affidare la gestione del canile a dei privati, adesso possibile grazie a una legge regionale. Quello della privatizzazione è diventato ormai un business che, tra le altre cose, taglia fuori la figura del volontario. A nome dell’Associazione posso dire che continueremo a batterci per portare questa realtà anche a Francavilla. Un compito molto importante spetterà pertanto alla prossima Amministrazione comunale, con la quale instaureremo un dialogo fin da subito».

L’impegno dei volontari del Rifugio Speranza è molto seguito dai cittadini anche dal punto di vista mediatico: attraverso una solida collaborazione, migliaia di utenti social si impegnano quotidianamente a segnalare ritrovamenti o a denunciare lo smarrimento del proprio animale domestico. Ma l’attività di sensibilizzazione si estende anche al di là dello schermo: nella prima metà di giugno è previsto, infatti, un importante evento presso la villa comunale della Città degli Imperiali. Si tratta della “Manifestazione dei cani meticci”, un’occasione per educare i cittadini verso queste tematiche e per offrire maggiori informazioni su come dare un futuro migliore a questi amici a quattro zampe che, di certo, non sono randagi per scelta.

Francesca Mascia

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