Oria perde e piange un suo punto di riferimento: addio a Titti Filotico

In questi casi, il rischio di scadere nella retorica è altissimo. Lo correremo, consapevoli di non esagerare.
Da ieri sera (26 aprile), purtroppo, Salvatore “Titti” Filotico non è più tra noi. Si è spento in ospedale all’età di 69 anni. Spesso ci si accorge delle qualità e dell’importanza delle persone quando è ormai troppo tardi. Per Titti, per il maestro Titti, per l’istruttore Titti, per l’educatore Titti, per il politico Titti, per il compagno Titti, per il guerriero Titti, questa tesi non trova conferma: Titti, infatti, godeva anche in precedenza di una stima e di un affetto incondizionati. Da tempo non stava bene, tantissime volte era caduto, aveva lottato e si era rialzato con una forza insospettabile.
Il coraggio delle idee e quel suo essere, non sembrare, un eroe romantico l’hanno reso, negli anni, un punto di riferimento un po’ per tutti: amato dai ragazzini della scuola, dai cestisti in erba, dagli ex colleghi insegnanti, dagli avversari politici. La sua personalità era forte e non si è neppure fatto mancare qualche screzio per via delle sue ferme prese di posizione in ogni ambito. Su tutto, però, si può dire che, da parte sua e nei suoi confronti, abbia sempre prevalso il rispetto.
Titti è stato un amante della vita e del Sociale – con un occhio di riguardo per i giovani –  in ogni loro immaginabile declinazione o sfaccettatura.
Titti, insomma, ha rappresentato tante cose insieme – un mix complesso, a tratti persino affascinante, di caratteristiche piuttosto rare – ed è per questo che Oria tutta piange la perdita di una grande figura, di un grand’uomo.
Ha resistito fino alla fine, Titti. E forse non è stato un caso che sia sopravvissuto – con orgoglio e dignità, pur soffrendo – al suo ultimo 25 Aprile, prima di andarsene.
Che la terra ti sia lieve, magister vitae.

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